corsa semplice

Era rimasto in quella busta “del tempo che fu”, ultimo cassetto in basso della mia stanza alla casa dei miei genitori, il biglietto del treno, dico.

A volte mi era capitato di riprenderlo in mano, accarezzandone i bordi ripensavo a quel viaggio, il Viaggio, ecco.

E poi, come sempre, il tempo scivola accumulando anni, fra due giorni saranno venti.

Ricordo che tempo fa pensavo a questa ricorrenza del ventennio che si avvicinava e mi sforzavo di immaginare come sarebbe stato guardarsi indietro, rivedere il percorso fatto, le esperienze accumulate, le persone incontrare.

Quel viaggio era andare incontro al Sogno del ragazzo che ero a venti anni.

Il 09 Settembre ’92 mi sarei presentato all’Accademia Militare di Modena, concorso Allievi Ufficiali, 174° Corso. Sin dal Giugno precedente stavo svolgendo le varie prove di selezione: le prove psico-attitudinali, proprio a Modena, poi il tema di cultura generale a Torino.

L’estate del ’92 la avevo trascorsa studiando diritto costituzionale per l’Università e matematica (che non ho mai amato) per l’Accademia.

Quando il 31 Agosto giunse il telegramma di convocazione per il 09 Settembre rimasi senza parole dalla Gioia mista al “terrore” che certi eventi tanto desiderati incutono quando si fanno sempre più reali.

Ecco, quel ragazzo di venti anni fa, le sue speranze, la sua determinazione, ecco, tutto quello era in quel biglietto.

Andare incontro al proprio Sogno era arrendersi alla Vita, darsi completamente all’esperienza.

Quel biglietto lo diceva benissimo nella sua apparente freddezza: “CS” (corsa semplice), ovvero un biglietto di sola andata.

Dai Sogni non si torna indietro, li si vive, è tutto lì.

Ricordo la sera della partenza, Roger Waters su MTV con “What God wants” e Jeff Beck alla chiatarra elettrica, la telefonata un po’ triste ad una compagna di Università, il borsone con poche cose dentro, mio padre che mi accompagnava in stazione, solo un paio di biglietti da 10.000 Lire in tasca, la testa rasata.

Ho viaggiato di notte per essere a Modena la mattina presto. Fu un viaggio strano, mi fecero visita diversi Demoni, sotto forma di paure, di dubbi.

Una sorta di iniziazione, un fare i conti con se stesso, un passare da un Sogno alla Realtà che ciò avrebbe comportato (essere lontano da casa e dalle persone che amavo).

E man mano che la distanza da Torino aumentava e quella da Modena diminuiva, ecco, mi avvicinavo al mio destino.

Fu un attimo e dall’altoparlante della stazione uscii un “Modena, stazione di Modena”.

Il resto sono i ricordi di un mese estenuante tra la soddisfazione e lo sconforto, la deteminazione di non mollare e l’essere vicini alla resa per la stanchezza fisica e psichica.

Sino a quell’attimo di Eterno, quando mi trovai in un corridoio vuoto con affissa alla parete la graduatoria finale ed accanto al mio cognome e nome lessi la dicitura “IDONEO”. Le lacrime uscirono improvvise, c’era solo più spazio per la Gioia.

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8 risposte a corsa semplice

  1. infranotturna ha detto:

    una corsa tutt’altro che semplice… e il Sogno? continua…?
    un abbraccio

    • parolesenzasuono ha detto:

      il Sogno di chi ero a 20 anni si è realizzato, sì
      ma chi crede che i sogni siano eterni, così come per l’amore, è poco sincero
      c’è chi non li vuole vedere cadere e allora ci si aggrappa ostinatamente
      ci vuole coraggio a lasciare andare quanto si è raggiunto
      nel mio caso sono passati gli anni e mi si è presentato un nuovo Sogno, più grande ancora, per il quale è valsa la pena di ricominciare tutto da capo

  2. Riyueren ha detto:

    Vorrei saperlo anch’io. Continua?

  3. gelsobianco ha detto:

    non ho tempo ora per leggere tutto attentamente come vorrei.
    ritornerò con calma.
    gelsobianco
    …quello che ho scorso mi piace molto.

  4. germogliare ha detto:

    “Andare incontro al proprio Sogno era arrendersi alla Vita” perché arrendersi…non dovrebbe essere il contrario?
    Spero che il sogno si sia concretizzato.
    un saluto

  5. gialloesse ha detto:

    Mamma mia che emozione ! E un solo grido, ma forte forte forte : Evvai.

  6. negli anni noi cambiamo e i sogni si adeguano… o è il contrario?

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