marcovaldo / italo calvino

apparentemente è semplice:

 

vedere la natura nella città, scrutare i dettagli e da essi vederla chiaramente, cercarla, rincorrerla, ritrovarla

 

ma Calvino è uno di quegli autori che non si prestano ad una sola interpretazione, mi pare

 

c’è dell’altro, come l’ironia sulla esaltazione di uno stato di natura più ipotizzato che altro

 

mi ha fatto effetto ritrovare delle pagine lette alle elementari, la storiella dei figli di Marcovaldo che per cercare legna da ardere vanno lungo la tangenziale e segano i cartelloni pubblicitari, convinti che quello sia il bosco

 

o la estrema beffa che la natura riserva ai tentativi di Marcovaldo di goderne (una intossicazione alimentare per avere mangiato funghi trovati vicino alla fermata del bus, un ricovero per punture di api dopo che da esse ne aveva tratto guadagno curando reumatismi dei vicini…)

 

apparentemente è semplice, appunto, è il piacere della lettura e del nostro vissuto personale a dare contenuto all’altro che c’è in quelle righe

 

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7 risposte a marcovaldo / italo calvino

  1. arielisolabella ha detto:

    ho letto tutto di questo meraviglioso autore difficile scegliere quale dei suoi libri mi e’piu’ caro!!!un abbraccio!

  2. Insenseofyou ha detto:

    Calvino è il primo ad usare questa forma narrativa ed in maniera molto gradevole ed efficace. Da rileggere sempre. 🙂

  3. theallamente ha detto:

    appena avrò finito il libro attualmente in corso rileggerò il Marcovaldo – che ho già in casa – và, mi hai convinta…
    😉

  4. germogliare ha detto:

    la possibilità di regalare sempre nuove interpretazioni, questa è la qualità che fa grande un’opera, un uomo di cultura che ci ricorda il passato, presentandoci il futuro.
    (non toccatemi Calvino 😉 )

  5. silvianovabellatrix ha detto:

    Mi piace molto il mio conterraneo ( ancorchè di Ponente) Italo Calvino.
    Marcovaldo è uno dei miei preferiti…mi ha sempre fatto una tenerezza e tristezza incredibile ripensare agli episodi che citi. La natura cercata in città…e ovunque, dove non ci sia .

  6. ili6 ha detto:

    forse possiamo definire Marcovaldo un Don Chisciotte dei tempi moderni.
    Un libro all’apparenza semplice, per ragazzini, se non fosse che, ad un’attenta lettura, scopri sfumature che ti fanno riflettere e ti fanno comprendere verso dove stiamo andando nelle nostre ricche e massificate città: verso una spersonalizzazione di fatti, sentimenti e situazioni e quando, in certi attimi ci accorgiamo che, ad es, esiste ancora qualcosa che si chiama cielo stellato e magari cerchiamo una panchina per poterci stendere ed ammirarlo in una notte d’estate, ecco che quello che abbiamo voracemente costruito attorno (un palazzo, un semaforo lampeggiante, un’insegna al neon,…) non ti permette più di ammirare qualcosa che credevamo ci appartenesse. Perchè anche la bellezza della natura, se lungamente ignorata e maltrattata, sa allontanarsi da noi e non farsi ritrovare nei momenti che la vorremmo.

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