un promemoria

dimmi di cosa ti vanti e ti dirò di cosa sei privo

Carlos Ruiz Zafon
 

mi è bastato rileggere queste poche parole per rivedere la mia vita, il mio ego, i buchi in me che ho cercato di colmare di volta in volta con cose/situazioni differenti

pensavo alla fase “mistica” in cui mi sono imbottito di testi sacri, mantra, posture etc etc

tutto pur di sentirmi migliore, più buono, più giusto

pensavo a quelle ali che cercavo di appiccicarmi addosso (eppure ogni volta, bastava poco, cadevano), con la paura che mi si potesse vedere per chi sono davvero, nelle mie luci e nelle mie ombre

mi sono creato un mondo parallelo incantato, ma avevo nostalgia della vita vera, mi mancava l’interezza anche delle mie emozioni d’ombra, dei mei desideri “scomodi”

ricordo che tempo fa postai un passaggio da un testo bellissimo

“la psicanalisi lo aiutò a conoscere se stesso, lo zen lo aiutò a sbarazzarsi di se stesso”

a me sta accandendo il contrario, pare

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11 risposte a un promemoria

  1. poetella ha detto:

    che sia un bene?

  2. mitedora ha detto:

    vedersi nelle luci_ombre, accettarsi nei limit. lo considero un bel percorso.

  3. theallamente ha detto:

    poche parole: eppure un post complesso.
    Cosa sia giusto non so. Questo è il percorso, andare avanti bisogna. Oltre l’orizzonte vedremo cosa ci sarà … e dove saremo…

  4. nina ha detto:

    titolo saggissimo. Saggissimo davvero.
    E sto riflettendo su questa cosa…
    e più ci rifletto e più penso “ma cazzo quanta ma quanta saggezza in così poche parole! e quanta profondita’! infinitamente di più di quella che seppur chiaramente e complessamente traspare…”

    e…quanto difficile è potersi sbarazzare di se stessi??
    …..

  5. nina ha detto:

    ah, complimenti al tatuatore.
    Si.
    🙂

  6. Briciolanellatte ha detto:

    Sarebbe davvero bello sbarazzarsi di se stessi. Ma è poi davvero possibile?

    • parolesenzasuono ha detto:

      l’espressione “liberarsi di se stessi” non credo voglia indicare l’oblio, anzi

      credo si tratti piuttosto di un invito alla presa di coscienza circa i propri schemi mentali, innanzitutto;

      una presa d’atto delle finzioni che l’essere al mondo impone a ciascuno di noi (alla Adler…)

      quello

      non credo che rinunciare al percorso intrapreso sino ad oggi sia la via, quel percorso ci è stato funzionale a giungere qui ed ora

      si tratta piuttosto di guardarsi nello specchio e riconoscere che si tratta di un metodo, solo di quello

      la nostra naturalità è altro, spesso

  7. ciprea ha detto:

    spesso è il percorso scelto di volta in volta…

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