un discorso sospeso

mica è vero che essere immobili equivalga a non vivere emozioni, fosse anche solo di rimando

gli alberi, ad esempio, da sempre testimoni silenziosi delle vicende umane, gioie e dolori, idee e sconfessioni delle stesse

così anche per oggetti di uso quotidiano, come le mollette per stendere i panni in balcone

= 0 =

ci sono pesi da sorreggere che non sono quelli propri degli oggetti coinvolti

e poco conta conoscere le formule matematiche per determinarne il peso specifico

ci sono misurazioni in cui non esiste una unità di misura internazionalmente riconosciuta e depositata in qualche teca di Parigi

parlo del peso emotivo delle cose, quindi di rimando anche sugli oggetti  che si utilizzano, squisitamente unico e personale

così che si affidano a queste mollette responsabilità incredibili, carichi che a stento riescono a non lasciare cadere giù

la maglietta del primo incontro, ad esempio, la nostra preferita, con quella leggerezza di scoperta e ri-conoscimento nell’altro, dico, che peso può avere?

la leggerezza di una sfoglia di wafer, forse?

o il profumo della biancheria che conserva la fragranza di una notte d’amore, poi, si può quantificare, se ne può dire in maniera opportuna?

come se fosse sufficiente una centrifugata ed un buon ammorbidente a fare sparire tracce che il nostro cuore conserva intatte

non lo so,

non credo

insomma, quando con il cesto ci si avvicina per stendere, ecco che i richiami si ammassano insieme

piccole cose, vero

presi come si è da mille altre occupazioni si lascia che siano le ore a fare il resto, per poi recuperare i panni asciutti

però

sarà il lago vicino, saranno le luci dell’inverno, con quei contrasti tra i rossi del cielo, la terra nera e l’acqua plumbea ed immobile

saranno gli alberi spogli e le montagne in lontananza,

sarà il periodo dell’anno in cui non basta un buon libro di Joseph Roth a distogliere la mente da certi pensieri,

sarà che anche le e-mail delle 23:58 non possono comunque colmare certi vuoti,

sarà che il coricarsi per prendere sonno ripropone il vuoto alla propria destra

questo e molto di più, ovvio

in tutto questo le mollette, là fuori, come sentinelle di guardia al tepore di casa, custodi non credibili eppure tanto sapienti di attimi di vita

loro là, che sanno di quello sguardo bambino che sa andare verso l’infinito, fino oltre l’oceano

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8 risposte a un discorso sospeso

  1. Rebecca o semplicemente Pif ha detto:

    Anche gli indiani d’america credevano che ogni albero, sasso, foglia ecc ha un anima … e poi io mi affezziona anche ai oggetti (avevo ferro da stiro doppo quasi 20’anni si ha spenta) stavo male perchè faceva parte di me… col nuovo non ho ancora un legame… sempre belli i tuoi post fanno riflettere .. cibo per la mente serena giornata Pif

  2. mitedora ha detto:

    sono riflessioni profondamente comprensibili. ciò che viene messo ad asciugare non si rarefà. resta. e, dire a volte, ” non lo so “, ci rende consapevoli della forza d’ogni debolezza, grande, in quanto umana.

  3. arielisolabella ha detto:

    condivido e percepisco…e’un po’come il silenzio che ti assorda..un abbraccio caro …

  4. ciprea ha detto:

    si possono “leggere” gli oggetti proprio come con certi libri particolari, specie quando per qualcuno assumono significati particolari, le emozioni si trasferiscono su questi e ne mantengono i significati a lungo, testimoni della vita che passa…

    ed è strano come a volte “loro” rimangono più a lungo…

  5. She almost long ha detto:

    come ha scritto ciprea, sì il peso emotivo oscilla ma gli oggetti, immancabilmente, a volte restano più a lungo…

  6. theallamente ha detto:

    le mollette… trattengono i panni al filo e nel contempo sanno lasciarli liberi nel vento ad asciugare… interessante! Abbiamo davvero tanto da imparare da loro – io almeno sì, vorrei comportarmi proprio così nelle relazioni

  7. silvianovabellatrix ha detto:

    Le mollette servono per non far volar via ciò che resta di un odore, di un sapore, di un qualsiasi ricordo…quello su cui è rimasto impresso e magari non andrà via troppo presto.

  8. germogliare ha detto:

    Con una molletta ho attaccato il tuo Blog al mio.
    Dovevo scegliere 5 Blog preferiti…tra questi ho messo il tuo, “LIEBNER BLOG”. Detesto le catene, quindi nessun obbligo nel proseguire… consideralo un gesto di gentilezza per il piacere che ho provato leggendoti.
    un sorriso

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