dopo una giornata di scuola elementare

alle elementari facevo il tempo-pieno, uscivo alle quattro e mezza e in un quarto d’ora circa ero a casa

 

ci portava un pulmino, la durata dei viaggi dipendeva dalla presenza o meno degli scolari perchè le fermate erano praticamente a domicilio, il pulmino ci scaricava letteralmente di fronte alla nostra abitazione e al mattino successivo ci avrebbe riportato a scuola

 

c’è stato un periodo in cui non vedevo l’ora di rincasare e non per vedere Hazard (e inconsciamente/consciamente Daisy…) che tanto gradivo, quanto per una cosa che mi è sempre rimasta nel cuore: “Le avventure di Pinocchio”

 

la versione con Manfredi e Ciccio e Franco, per intendersi, quella del 1972 (mio anno di nascita…)

http://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_di_Pinocchio_(sceneggiato_televisivo)

 

in casa mia il televisore era in bianco e nero (e lo sarebbe rimasto per sempre se decenni dopo non ne avessi dismesso io uno a colori ai miei genitori) per cui i miei ricordi sembrano ancora più antichi (e preziosi)

 

ricordo che a merenda mia madre mi faceva trovare pronto il thè caldo (che amorevolmente scanzonavamo tra di noi “la brodaglia”) che gustavo con biscotti di quelli pastosissimi e pesanti (ce ne sono più pochi in commercio, oramai, di quelli)

poi qualcosa improvvisamente variò nella mia merenda: mi inventai di usare i crakers al posto dei biscotti,

un gusto dolce-salato che acuivo con abbondanti cucchiaini di zucchero

riuscivo ad ottenere un pastone denso che poi neppure con il cucchiaino riuscivo più a girare, “il pastone”, lo chiamavamo di fatti, e ne andavo parecchio orgoglioso (va bè)

 

comunque, ecco, sì, guardavo “Le avventure di Pinocchio” con il mio amato pastone

credo di avere prima visto la serie televisiva e solo dopo avere letto il testo di Collodi

 

un testo che a mio avviso è davvero sottovalutato

nel senso che adoriamo quella splendida perla che è “Il piccolo principe” di Exupery (che amo profondamente e di cui conservo molto gelosamente la mia copia della prima media inferiore con gli appunti a matita di colui che ero nel 1984) ma ci ricordiamo raramente dei contenuti etici e spirituali di Pinocchio

 

ecco, se dovessi dire, forse Pinocchio è tra i maggiori testi spirituali che io conosca

la magia della fiaba come strumento di educazione etica e, non meno importante, di immaginazione

 

insomma a me Pinocchio commuove ancora oggi, non c’è molto altro da dire

 

recentemente mia moglie per un Natale, sapendo di questa cosa, mi ha regalato una di quelle versioni bellissime di Pinocchio, edizioni limitate e numerate con tanto di contrassegno, disegni d’autore, recensioni, etc etc etc

ho gradito tantissimo

 

al tempo stesso per me Pinocchio rimane quel bianco e nero con il pastone, dopo una giornata di scuola elementare

 

ps:

sarà che ieri sera mio figlio non era in vena di giochi ed allora gli ho mostrato degli spezzoni di quel Pinocchio (a colori, ora…)

vedere nei suoi occhi tanto stupore mi ha fatto pensare al bimbo che ero

http://www.youtube.com/watch?v=AIxmyUFb1UA

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10 risposte a dopo una giornata di scuola elementare

  1. gabriarte ha detto:

    Il libro di Pinocchio è bellissimo ma sono certa che sia preferito dai maschi piuttosto che dalle femmine. In fondo voi uomini dei rimarrete a vita dei pinocchietti simpatici ciao

  2. mizaar ha detto:

    nel 72 guardai pinocchio in tivù, come tutti, da “quasi” adulta. poco tempo dopo mi fu regalato il libro con le immagini del film di comencini. libro che conservo gelosamente. il bimbo che interpretava pinocchio nello sceneggiato è uguale identico a carletto, il figlio di un nostro amico e per questa ragione, forse, gli vogliamo ancora più bene! se puoi, se ti capita, ma fallo capitare! va’ in toscana a collodi. porta i tuoi figli nel parco tematico che artisti di tutto il mondo hanno approntato per festeggiare pinocchio. ne sarete meravigliati! 🙂
    pinocchio è la storia di una iniziazione sessuale, il passaggio dall’età infantile a quella adulta – le funzioni di propp ci sono tutte! questa è la chiave di lettura che la mia classe di seconda media, qualche anno fa diede alla fiaba. per un intero anno la studiammo assieme e alla fine tutti loro conclusero con una lectio magistralis all’università di bari, facoltà di magistero. come vedi pinocchio è pinocchio! 😀

  3. semprevento ha detto:

    ..io l’ho un pò cresciuto quel birbone di Andrea…
    così com’era in Pinocchio, così era nella realtà!
    e crescendo non si è tanto mosso dal suo ruolo…
    Tu segui il consiglio di mizzar…portali a Collodi!!!!
    ..e racconta….
    Ciao S
    vento

  4. Silvia Novabellatrix ha detto:

    Con questi post nostagici sfondi una porta aperta e mi fai richiamare una valanga ininterrotta di ricordi trasfigurati dal tempo ma indelebili nella loro magnificenza….
    Pure i miei sono colorati rigorosamente in bianco e nero. Da me il tempo pieno non c’era ancora, ma frequentai la prima elementare al pomeriggio a causa dei doppi turni dovuti all’ esuberante numero dei bambini anni ’70 🙂 E ricordo ancora adesso la tv dei ragazzi alle cinque del pomeriggio dopo il minitelegiornale e l’overture del Guglielmo Tell….Ritengo anche di poter fare concorrenza al tuo pastone, visto che la mia merenda era molto spesso costituita da pane inzuppato nell’acqua . Per me, non una mistura da carcerato ma uno snack delizioso 🙂
    Circa Pinocchio, poi, siamo perfettamente d’accordo. E’ un libro molto sottovalutato pieno di riferimenti onirici e visionari, troppo grandioso per finire etichettato come fiaba per bambini.
    Un caro saluto.
    Silvia

  5. ili6 ha detto:

    pane, acqua e zucchero era la mia merenda e in tv, rigorosamente in b/n, non perdevo una puntata o un giornalino di Gian Burrasca.
    Pinocchio-Comencini è un capolavoro senza tempo e senza età
    Pinocchio-Collodi è una splendida fiaba ma non adatta ai bambini, se non in una adeguata riduzione o con l’accompagnamento di un adulto. Una fiaba in cui trovi tutte le ambivalenze possibili ed immaginabili, una fiaba che scopri e gusti pian piano, da grande.
    Il Piccolo Principe è pura poesia.

    Belli questi ricordi,
    ciao.

  6. frantzisca ha detto:

    Bel post,
    come te anch’io penso che Pinocchio non sia una favola, trovo che rappresenti un’intera metafora di vita, un modo allegorico per definire alcuni concetti…Geppetto l’uomo che emula Dio, o Dio stesso? Pinocchio l’uomo alla ricerca della sua parte spirituale…alla ricerca del divino? Gli interrogativi che mi sono posta sono tanti, anche sulla morale esplicita che si legge, adatta alla mente di un bimbo…ma che ad occhi adulti dice molto di più.
    Bello rivisitarlo insieme al proprio figlio.
    Non so come sei capitato da me, ma grazie del tuo gradito passaggio

    frantzisca

  7. tantopercantare ha detto:

    Quel Pinocchio è di una bellezza malinconica assoluta. L’ho amato da bimba, l’ho riproposto ai miei alunni di nove anni ed è stato un successo.

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