amore / ambizione

non si possono creare opere d’arte e allevare figli

Dora Carrington

 

amore ed ambizione sono conciliabili?

parto dalla premessa che la nostra vita è la nostra personale opera d’arte: ogni giorno mettiamo in mostra noi stessi agli altri, con il nostro esempio, con la testimonianza delle nostre scelte

senza la pretesa o presunzione di giudicare le scelte di altri, in effetti la frase della Carrington dice una innegabile verità: essere genitori, ne so qualcosa da quasi cinque anni, vuol dire avere poco tempo per i propri hobby e per la vita di coppia, anche

io stesso sarei ipocrita se dicessi di non essermi sentito depradato di una parte della mia vita con l’arrivo del primo figlio: addio lezioni di yoga, addio seminari di tutta la domenica, addio serate di presentazione di libri, addio sacro-cazzeggio del sabato e domenica con mia moglie, addio momenti a due

ne ho sofferto non poco, ne sono venuto fuori di recente, tanto che potrei dire di avere davvero compreso di essere padre verso i tre anni di mio figlio; non me ne vergogno, è così: per quanto desiderato e amato un figlio è una rivoluzione, almeno parlo per me

ed ho visto l’ambizione di mia moglie sul lavoro, il trattamento che ha ricevuto prima e dopo, dove la maternità è stata osteggiata cercando di instillare in lei sensi di colpa per questo atto “egoistico”, ovviamente rimarcato al rientro dal periodo di allattamento con un declassamento di mansionario che la mortifica di fronte a colleghi meno preparati

quindi non so se osare parlare di “sacrificio”, certo è che ognuno ne esce fuori diverso

e ci sono persone, non solo donne, che alla maternità/paternità preferiscono dare spazio ad altro, nel senso creativo del termine: una carriera lavorativa, la possibilità di seguire corsi e dedicarsi a svaghi o altro

non mi interessa qui dire se sia “migliore” una scelta piuttosto che un’altra, non sta a me e sarebbe semplicistico farlo

dico che siamo le scelte che facciamo e che la nostra opera d’arte, la nostra vita, molto deve a noi stessi

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

18 risposte a amore / ambizione

  1. arielisolabella ha detto:

    no . mi spiace! 🙂

    • parolesenzasuono ha detto:

      sempre molto criptica, tu—
      intendi che amore e ambizione non sono conciliabili?
      o altro?

      uff—

      🙂

      • arielisolabella ha detto:

        intendo dire che e’difficile conciliare carriera con la cura della famiglia ..secondo me ovviamente.
        E’una questione di tempo ed energia. Anni fa ‘ho intrapreso la carriera da manager ma ho smesso dopo un paio d’anni….volevo un figlio(mi e’nata una bimba!!)ed avevo gia’capito che mi sarei persa tantissime cose di Lei perche’non ci sarei stata…puoi essere un buon genitore anche se lavori molto ma e’moolto difficile che tu sia un genitore…presente. e’una questione pratica.fatto 100 il mio tempo eo energia fisica mentale la grossa fetta viene assorbita da il mio ruolo piu’importante la mamma.La mia opera d’arte si chiama Elisa.La mia promozione si chiama Elisa che cresce sana e felice …ecc….e’una questione di scelte.Non si tratta di fallimenti o rinunce ma di scelte consapevoli.Per me era ed e’chiaro …sarei stata un capo con la testa altrove non avrei investito abbastanza (vedi quasi tutte) le energie per riuscire a fare bene il mio lavoro .Oggi lavoro part time guadagno abbastanza da avere una vita dignitosa e quando mia figlia esce da scuola sono li’.Sono una donna fortunata .Ho potuto scegliere Sergio .Ognuno cerchi la sua dimensione come puo’.
        Ma senza rimpianti. Cmq se hai talento ….qualsiasi….(e quello e’un’altra storia )viene fuori….ohhh si’!!!!anche se fai torte in casa per le feste!!!! 😀

  2. npablito ha detto:

    ognuno balla come sa..e si prende quello che merita,in un modo o nell’altroP.S.non ti sara’ stata difficile la scelta con quei bellissimi pupi che ti girano..tra le balle!un abbraccio mon ami

  3. AlterEgo ha detto:

    interrogativo legittimo. Rispondo sì. Penso poi che, in generale, non vi sia cosa più triste e falsa che attribuire a quella presunta inconciliabilità la colpa dei propri fallimenti.
    Saluti.

  4. wildestwoman ha detto:

    si può e si devono salvaguardare spazi ed interessi propri, basta volerlo davvero ed organizzarsi
    come priorità il rapporto di coppia, mai trascurarlo: si può e si deve, non esistono scuse
    [dopo 4 figli e venticinque anni di (felice) matrimonio, credetemi…se pò fà!]

    • wildestwoman ha detto:

      dimenticavo l’ambizione: c’è un tempo per i figli e uno per il lavoro e per l’ambizione
      i figli vanno cresciuti meglio che possiamo, non hanno chiesto loro di venire al mondo
      l’ambizione può aspettare, per conto mio, la si riagguanta poi…

      e poi, diciamocela tutta: in Italia essere donna, madre e professionista non è per niente facile
      rinunciare alla famiglia per ambizione non ci assicurerebbe comunque i posti migliori, ma sempre quelli un passo indietro ai colleghi uomini: ne vale la pena?

  5. Shunrei ha detto:

    Mi sento di concordare con Arielisolabella e Wildestwoman.
    Intendiamoci, a volte conciliare lavoro/famiglia è per lo più una scelta obbligata… ma tra le due cose tenderei anch’io a privilegiare prima di tutto la seconda.
    Perchè i figli sono piccoli una volta sola (e perchè, sarò all’antica, ma preferisco che possano stare insieme ai genitori il più possibile, piuttosto che essere sballottati come pacchi postali tra nidi, nonni e babysitter!), e perchè – nella maggior parte dei casi – i sacrifici che si fanno per conciliare lavoro e famiglia sul posto di lavoro sono considerati meno che nulla. Anzi (e qui mi riferisco alle madri lavoratrici), a priori si subisce mobbing più o meno velato proprio perchè ci si è prese questo “lusso” di voler proprio fare un figlio!
    Ho avuto diverse colleghe – più grandi – che hanno fatto vite “da cani” per tirar su i figli sballottandoli a destra e a manca, e conservare anche il posto di lavoro senza dover chiedere part time o prendersi “qualche anno sabbatico”. Anche gente di famiglia benestante, con mariti che prendevano ben più di uno stipendio dignitoso e senza mutui o affitti sulle spalle. Loro dicevano di farlo “per la pensione”.
    Considerando come si andranno a ridurre le pensioni (se poi ci saranno ancora!) degli attuali trentenni/ventenni/quarantenni, a mio parere quello è decisamente un “incentivo” che viene a mancare…

  6. Ch ha detto:

    Bel post.
    intenso.
    Ci ho pensato spesso anche io e considero la mia vita la mia opera d’arte – l’ho riempita di tante vite, di esperienze, di tante versioni di me e di quella che sono e posso essere.
    ho fatto scelte e le ho pagate, perche’ ogni scelta comporta rinunciare a qualcosa.
    Ma sono serena e paga per dove sono e quella che sono.
    A volte mi domando come sarei se avessi fatto altre scelte.
    Se avessi accettato la prima, la seconda o la terza proposa di matromonio… in tutti i casi non sarei qui. Non farei qullo che faccio.
    Mi sarei persa qualcosa e forse mi sarei pentita.
    Mentre non mi sono mai pentita di nessuna scelta.
    Scelte consapevoli fatte sapendo cosa comportavano.

    E sorrido scrivendo che mi piace la mia tela, la mia piccola opera. E sto bene esattamente dove sto. Con me stessa:)

  7. fab ha detto:

    La mia opera d’arte si chiama Massimo-Fabio, Edoardo, Alessandro…è ormai prossimo ai 18 anni, li compirà il 18 agosto. Quando nacque, dopo pochissimo tempo tornai al lavoro, il 9 settembre ero già dietro la mia scrivania. Lo lasciavo la mattina alle 7.45 lo rivedevo in pausa pranzo per un’ora e lo riprendevo la sera alle 19.
    Tutti i giorni vivevo immersa nel senso di colpa, mi sentivo “snaturata”…ed obbligata senza altra scelta..
    Quando Max approdò in terza elementare chiesi il part time…ero un “quadro” mi fu concesso…ma iniziarono i miei problemi (oggi si definisce mobbing)..un giorno sbattei la porta dell’ufficio a mezzo giorno, andai all’ufficio postale e spedii il telegramma di dimissioni immediate ed irrevocabili.. Ho ripreso a vivere..è chiaro, ora i problemi economici si sentono, mio marito è stato in questi anni spesso in cassa integrazione…non si vive serenamente con i problemi economici. Ho rispolverato una domanda presso il ministero pubblica istruzione…ho avuto incarichi da precaria…ora mariastar ha tagliato..e io sono caduta sotto la sua forbice…Guardo Max…ne sono orgogliosa e fiera, come ogni genitore…non ho rimpianti….Max valeva tutto quello a cui ho/abbiamo rinunciato!

  8. massimo botturi ha detto:

    la soluzione sarebbe fare dell’amore la propria ambizione, che vuol dire tutto e niente, me ne rendo conto. E’ un tema delicato questo, sul quale si dibatte da sempre, se per ambizione intendiamo la carriera, dobbiamo fare una distinzione tra uomo e donna, per la seconda è praticamente impossibile stando così le cose. Se l’ambizione è anche, come sarebbe auspicabile, coltivare il proprio talento; ne faccio una questione del tutto soggettiva. L’equilibrio tra le responsabilità e il diritto al proprio spazio si coltiva con un continuo confronto. Le scelte di vita, che non possono prescindere dalla condizione economica, dovrebbero sempre essere sostenute con coerenza.

  9. alephh ha detto:

    Capisco chi sacrifica l’avere i figli per l’arte, ma non capisco chi lo fa per la carriera.
    Credo sia molto difficile fare arte o seguire l’arte con intensità se si hanno dei figli, però bisogna crederci.

  10. onimmac ha detto:

    Io ho 25 anni. Alla mia età i miei genitori erano sposati da almeno 5 anni e già avevano mia sorella e me. Lavoravano entrambi nella stessa attività di famiglia ed io son contenta di ricordare mia madre all’uscita di scuola, mia madre che mi aspettava quando scendevo dal pulmino delle elementari. Mio padre molto meno. Ma uno dei due doveva lavorare di più, se no come la mantieni una famiglia? Ed ero fortunata perchè i miei stavano ancora insieme (e ci stanno tutt’oggi), al contrario di altri miei compagni.
    Io non so se vorrò una famiglia, dei figli. Forse spesso mi ritrovo ancora a non sapere cosa voler fare nella vita (e si, un pò me ne vergogno). Però credo che se avessi dei figli, cercherei di essere presente il più possibile. Vedo mia cugina che lascia le bimbe dalla madre dalla mattina alle 7 , alla sera alle 19. Cosi le bimbe rischiano di dire “nonna” come prima parola. O, come accade, di voler restare dalla nonna anche la notte.
    Non sono critiche. Penso solo che oggi è difficile avere e mantenere una famiglia. Io vorrei poter avere la possibilità di esserci. Mi piacerebbe poter lavorare part time per essere con loro, non perdermi ogni piccola novità della loro vita e soprattutto esserci nell’educazione, che oggi, a mio parere, è ancor di più fondamentale in questo mondo di squali.
    La vita di coppia…non so. Ma son sicura che un equilibrio dopo la rivoluzione uno può riuscire a trovarlo. Almeno spero! 🙂

  11. arielisolabella ha detto:

    che bello leggere di emozioni afflati sogni e concretezze cosi’diverse eppure tutte cosi’vere…. ed uguali .. tutti alla ricerca della felicita’!! ciao S!!!!

  12. sicuramente é una scelta.
    i figli stravolgono la vita dei genitori, d’altra parte non hanno scelto loro di venire al mondo e devono essere accuditi al meglio.
    in ogni coppia c’è il momento di crisi dovuto al nuovo arrivo…sarebbe tutto troppo anormale se non ci fossero discussioni. il tempo era interamente dedicato a sé stessi e al consorte. questa caccola che frigna per niente e ottiene tutta l’attenzione che vuole ad un certo punto rompe le uova nel paniere! 🙂
    anche io penso spesso alla propria opera d’arte e in ogni caso non posso dire che le mie due figlie me l’hanno sciupata…altroché! mi piace però spesso soffermarmi sul fatto che se non ci fossero state chissà che Laura sarei diventata…sarei rimasta col mio consorte a domandarmi se fare o non fare figli? o forse saremmo partiti per un’avventura in chissà quale parte del mondo?
    mah…il tempo passa e la mia opera d’arte viene ritoccata attimo dopo attimo da mille persone, non solo dalle figlie… anche in questo preciso momento…con questo tuo post…una bella pennellata di positività multicolor!
    ciao!
    Lauramentre

  13. parolesenzasuono ha detto:

    davvero bello quello che ho letto in questi commenti…

    ognuno ha parlato della propria esperienza VERA, non di teoria, quindi la cosa è stata davvero gradita e si percepisce l’autenicità della testimonianza…

    essere genitori è complesso, così come essere figli…

    in diversi passaggi dei commenti ho visto pezzi di me o di mia mia moglie o dei nostri figli…

    da queste righe traspare la soddisfazione di essere genitori, nonostante la stanchezza cronica che la accompagna, ed è questo forse il messaggio più bello che ci leggo: l’essere umano sa ancora Amare…

    e ancora sarà così nelle generazioni a venire

    bene

  14. silvianovabellatrix ha detto:

    Dipende chi consideri opera d’arte e chi consideri figli 😉
    In generale direi che è vero…ma la frase la puoi leggere in modo assolutamente palindromo 😉

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...