change blindness (cecità al cambiamento)

in realtà il tutto nasce da un episodio di Lie to me, una serie TV che mi affascina perchè mette in luce gli elementi scientifici alla base dello studio del linguaggio del corpo, delle microespressioni facciali e così via, argomento sul quale anni fa lessi un testo che mi fece intendere come osservare i miei interlocutori potesse, al di là di quanto da loro detto con le parole, mettermi in contatto con la loro verità profonda

sarà che ho sempre amato osservare gli altri, per anni da pendolare nel tratto Torino-Milano ho avuto moltissime occasioni di farlo;

non lo so, sarà che forse guardando gli altri è come se guardassi me stesso, è il discorso che gli altri ci fanno da specchio, anche

ecco, l’idea di una cecità selettiva è particolare, quanto meno

scientificamente rimando alle spiegazioni contenute in questi due articoli

http://psicocafe.blogosfere.it/2006/03/change-blindnes.html

http://www.cafepsicologico.it/category/noi-e-gli-altri/

in questo caso a me interessa la metafora che questo “paradosso” fa emergere:

quanto volte noi vediamo cosa accade e non piuttosto quello che crediamo che accada o debba accadere?

quante volte diamo per scontate le cose, per cui il nostro livello di attenzione è minimo?

quante volte sappiamo già il finale delle cose, almeno nella nostra mente, tanto da non occuparcene se non come una conferma di quanto supposto?

e se caliamo questa cosa nelle relazioni con altre persone il paradosso emerge ancora maggiormente:

quante volte vediamo chi ci sta di fronte e non chi presupponiamo debba esserci di fronte (l’immagine che ci siamo fatti di quella persona)?

e riferito ai sentimenti, alle emozioni? quanto sappiamo davvero ascoltare l’altro e non diamo per scontate le sue sensazioni?

insomma, mi pare che questo concetto di cecità selettiva sia molto interessante e che parli del nostro profondo

                                 foto di Jean-Claude Bèlègou

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7 risposte a change blindness (cecità al cambiamento)

  1. semprevento ha detto:

    Interessante…
    complesso e forse anche un pò complicato.
    io credo che ci siano persone che son nate osservatori e non guardoni.
    Già perchè tra il guardare e l’osservare c’è la sua differenza.
    Certo è che saremmo troppo perfetti se ci accorgessimo di tutte quelle sfumature
    che coinvolgono chi ci sta di fronte…
    Posso farti un esempio..la mia amica faceva uso di psicofarmaci per controllare una depressione abbastanza importante…da 6 mesi tutti si erano accorti che stava poco bene,
    che in lei qualcosa era cambiato…ma il marito quando lei dimenticò la pillolina e gli chiese di tornare indietro ….beh, lui cadde dalle nuvole.
    Mi rattristò molto questa storia… Un Un uomo che dice di amare, con il quale condividi tutto, non si accorge che la propria donna sta male!
    La cecità selettiva alla fine diventa una scusante per non affrontare i problemi che ci coinvolgono. E’ un nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi.
    Ci vuole coraggio…tanto.
    E a volte manca!
    Interessanti i link….sempre scrupoloso e dattagliato.
    vento

  2. Lilla ... ha detto:

    credo che, senza rendercene conto, lo facciamo molto più spesso di quanto pensiamo …
    PS: mi piace molto lie to me …

  3. fab ha detto:

    tutto ciò che ci “arriva” viene mediato dai nostri sensi e dalla nostra sensibilità.
    Anche l’osservazione attenta a volte può essere viziata dai “nostri canali mentali”

  4. npablito ha detto:

    Sostanzialmente l’attenzione e’ selettiva,focalizzata,soggettiva…temporale direi,talora prolungata o sostenuta…introspettiva di rado..di questi tempi dove rumori e stimoli la fanno da padrone x intensita’…e aggressivita’;cosi ti gusterai un imprevisto… fantastico weekend con…Audrey Hepburn(oddio!) oppure ti farai massacrare e torturare a lungo dal tuo commercialista il giorno prima della dichiarazione dei redditi…di rado aprire la porta dell’anima all’altro..lo farai con lo strizza e con la tua donna al massimo!.. e solo nei giorni di grazia!un abbraccio ,mon ami

  5. semplicementelisa ha detto:

    Anche a me piace molto Lie to me (e bravissimo tim roth nel ruolo di lightman, bravisismo ed istrionico). Interessante questo concetto di cecita’ selettiva, credo sia un meccanismo che scatta spesso e altrettanto spesso non ce ne accorgiamo.
    buon weekend

    elisa

  6. Silvia Novabellatrix ha detto:

    Sono sempre stata convinta che le persone vedano solo quello che vogliono vedere e rifiutino il resto…tutto quello che non va nella direzione di confermare quanto la loro mente ha già costruito. E che è quasi impossibile da sgretolare

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