più vedo meno godo

oggi su La Stampa appare un editoriale curioso di Massimo Gramellini—

si riallaccia al discorso del desiderio e alla percezione dell’erotismo che, per come lo intendo io, è un avvicinarsi graduale alla conquista piuttosto che l’assenza di immaginazione dovuta al mostrarsi “integrale” in cui ormai siamo abituati—

carino, davvero:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

Le due notizie sono atterrate insieme sul tavolo della redazione e l’ho considerato un segnale. Prima notizia. La società di andrologia lancia l’allarme: il calo del desiderio e i problemi di erezione legati a blocco psicologico sono sempre più diffusi. Fra i settantenni? Manco per niente, come testimonia la cronaca politica. Fra i ragazzi di vent’anni, la prima generazione esposta fin dall’adolescenza alle radiazioni dei siti porno e all’utilizzo esasperato del corpo femminile da parte della pubblicità. Più vedo meno godo. Per le giovani donne si prospetta, oltre al danno, la beffa. Esibite in pubblico come stinchi di macelleria e ignorate nell’intimità. Però c’è la seconda notizia.

Nel bel mezzo della lezione, una bambina della scuola elementare Pezzani di Milano punta il dito contro la finestra e urla alla maestra: «Ma quella ha il sedere di fuori!» «Quella» è la modella gigantesca di un gigantesco poster che fronteggia la scuola e reclamizza una gonna virtuale che non arriva a scaldare neppure le chiappe. Gli autori della pubblicità hanno parlato di «espressione artistica» e di fronte all’arte, si sa, l’uomo sensibile si inchina. Ma a furia di inchinarsi smette di stupirsi, con tutto quel che ne consegue. Le maestre e le mamme della scuola hanno dichiarato guerra alla chiappa. Finora non l’avevano notata. Una più, una meno. Ci voleva una bambina per gridare che la regina era nuda. Le donne dovrebbero farle un monumento. E anche i maschietti della sua classe, se grazie a lei non entreranno nella prossima indagine della società di andrologia.

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15 risposte a più vedo meno godo

  1. semprevento ha detto:

    …e qui si scatena il putiferio….
    tutto è negli occhi di chi guarda…
    ma c’è chi vocivera che una QUALSIASI signora è bigotta e brutta se solo si azzarda a dir qualcosa…tutta invidia le diranno!!!
    e poi altre ingiurie del genere….Ma….eh si, c’è un ma…
    i bambini la sanno dire senz’altro meglio di noi…
    e dicono ciò che vedono senza entrare in merito all’etica, al progresso,
    all’arte, ai dogmi….
    son d’accordo con quella bambina….un culo è sempre un culo!
    meglio che stia coperto….
    certi limiti si son superati da un pò…la decenza è la decenza…la libertà è tutt’altra cosa….non credi?
    buona discussione a tutti….
    ciao S…
    vento

    • parolesenzasuono ha detto:

      molto ha a che fare con il concetto che si ha di intimità—
      ci sono persone a cui non spiace affatto mostrare il prorio corpo a chicchessia—
      ma sinceramente non è detto che tutti gradiscano tale “offerta”—

      ho sempre amato conquistare lo svelamento, se è già tutto dato, molto del corteggiamento viene a mancare—

  2. wildestwoman ha detto:

    ci vuole intelligenza per esercitare l’erotismo
    forse è quella, che manca
    l’intelligenza dei particolari, che svelano, senza mostrare
    da parte delle donne: esibire meno, essere più femminili, più coscienti delle seduzione dei piccoli gesti e dei particolari, sentirsi eroticamente appetibili e trasmettere questo stato di grazia…
    (es: indossare calze con la riga, che, si dovrebbe sapere, non sono collant…ma…altro..)
    da parte degli uomini: il linguaggio del corpo: osservare meglio, e decifrare, sguardi, sorrisi, movenze delle donne
    essere capaci di sedurre la testa, prima del resto

    L’erotismo è una delle basi di conoscenza di sé, tanto indispensabile quanto la poesia.
    Anaïs Nin, Essere donna e altri saggi, 1977

    • parolesenzasuono ha detto:

      condivido l’idea della seduzione, un portare a sè—

      paradossalmente più coperta è molto più intrigante,
      un gioco di detto non-detto,
      di vedi non-vedi…

      un’arte un po’ in disuso, mi pare—

  3. ili6 ha detto:

    ho scritto da recente un post su una pubblicità di chiappe al vento , (Silvian Heach…) esprimendo e motivando tutta la mia indignazione contro la volgarità e la mercificazione del corpo femminile. Quindi concordo pienamente sulla seconda parte del post e con la bambina in questione, Credo sia ora di dire basta e occorre che siano le donne anzitutto a dire STOP e non per il calo di desiderio maschile (prima parte del post) ma per una questione di rispetto e dignità dell’essere donna.
    Ciao

    • parolesenzasuono ha detto:

      apri una discussione infinita: quanto la donna (certo tipo di donna,almeno) abbia responsabilità della propria mercificazione—

      • wildestwoman ha detto:

        che responsabilità hanno le modelle?
        è il loro lavoro
        boicottiamo, invece, le marche che usano l’immagine della donna come fosse merce in vendita

      • ili6 ha detto:

        tanta, purtroppo, tanta. Io le pesterei certe tipe di donne, di ragazzine,( e non è bigottismo) così come brucerei certa tv e pubblicità spazzatura.
        In quanto alla società di andrologia…beh…stavolta il maschietto se l’è voluta…

  4. semplicementelisa ha detto:

    Credo di piu’ alla seduzione di uno sguardo che
    all’esibizione piu’ o meno sfrontata di due chiappe ….
    e del resto Rita Hayworth ha fatto impazzire milioni di spettatori
    togliendosi un semplice guanto …
    Buon inizio di settimana .,..

    elisa

  5. zebachetti ha detto:

    ma si parla tanto di mercificazione del corpo femminile, io rimango un pò sorpreso perchè l’ esporre le nudita femminili risale agli 80, come non ricordarsi gli slip roberta . poi ci sono stati spot e immagini anche più scandalose,oggi questo ritorno al pudore in certi casi mi sembra fuori luogo. è solo questione di buona educazione. io penso che il problema sia un altro, ma sarebbe troppo lungo da esporre. cioè in 2 parole – è la socità che è mutata i valori familiari le famiglie di una volta non ci sono più, ha torto o ha ragione comunque è tutto un disgregarsi continuo. questo incide sui ragazzi anche sotto l’ aspetto sessuale, secondo me sono presi più da altre cose che dal sesso ad esempio, punto il dito, sul divertimento of limit, condito di droghe ed altre eccessi . si dovrebbe ripartire dall’ A.bc ma non la vedo semplice. un caro saluto nazzareno

    • parolesenzasuono ha detto:

      certo che la famiglia è altro rispetto a venti anni fa
      molte meno certezze
      molte più sfide
      vero anche che è innegabile che dalla famiglia riceviamo una serie di valori che ci porteremo dentro tutto la vita
      come si dice il buon esempio o cattivo esempio, chissà—

      da quando sono genitore di due bimbi anche la mia prospettiva su certe questioni è mutata, ovviamente—

  6. rossaura ha detto:

    Diciamo che, a pensarci bene, il grido della bambina mi suona un po’ troppo condizionato. Troppo simile a quello delle beghine che cacciavano Bocca di Rosa dalla comunità. Per mia esperienza bambini cresciuti in modo “sano” non si stupiscono della nudità. Non così molte mamme represse e insoddisfatte.
    Certo sono d’accordo pure io che la donna non deve essere messa in mostra come un quarto di stinco in macelleria. Se è per questo esistono altri comportamenti insopportabili in questa società, riguardo al rispetto verso la donna. Rispetto che la donna stessa dovrebbe giustamente interpretare. Non è alzando gli scudi da benpensanti verso la morale corrente che si mitigano certi effetti. Sarebbe meglio insegnare alle due metà del cielo ad accettare le libertà personali ovviamente fino a dove non ledono la libertà altrui.
    Riguardo all’erotismo e un dono che si possiede sia usando le calze con la riga e i tacchi a spillo, sia coi calzini e le scarpe da ginnastica. Un dono è un dono e questo le donne lo sanno. Gli uomini spesso riescono a farsi abbagliare, d’altra parte, alcuni espedienti sono di pertinenza di quelle donne un po’ meno baciate dalla fortuna… che pur hanno i medesimi diritti.
    Il cartellone pubblicitario? In genere non ci faccio caso e poi non compero mai merce che viene pubblicizzata nel cattivo gusto. Veramente neanche quella di buon gusto, solo perchè la ritengo inutilmente più cara di altra.

    • parolesenzasuono ha detto:

      vero, certa perdita di innocenza non è dovuta ai cartelloni pubblicitari, quelli si possono anche non vedere, nel caso—

      mi fai riflettere sul fatto che se è vero che la famiglia fornisce al bambino dei modelli a cui farà riferimento nei suoi momenti di scelta bisognerebbe allora capire cosa stiamo offrendo ai nostri figli/figlie—

  7. mizaar ha detto:

    la famiglia gioca un ruolo di primo piano nell’educazione e nei comportamenti futuri della prole. qualche tempo fa una mia alunna albanese ha scritto un tema sull’adolescenza – la sua. era un grido di ribellione verso quella famiglia a cui appartiene per nascita e per educazione, che la vuole sottomessa e senza diritto di espressione, rispetto ad un fratello al quale si concede ogni cosa. come pensi che ragioni un fratello così educato? la piccola n. cova già una aperta insofferenza verso gli atteggiamenti improntati al maschilismo che sono tipici e diffusi, non appartenenti solo a persone che vengono da altri paesi, dove la cultura fa fatica ad arrivare, ma che sono presenti anche nel nostro. la mia meraviglia quotidiana è legata anche al fatto che comunque n. frequenta già la terza media e l’anno prossimo sarà al liceo. una conquista per lei, certo, davvero notevole. lei, ragazza albanese con una famiglia di umili origini, apprezza profondamente il valore dell’istruzione come forma di riscatto sociale. è attraverso la cultura che si forma una coscienza critica. forse è proprio questo che ormai noi, paese presumibilmente più avanzato culturalmente, abbiamo perso per strada. se nessuno dà più valore all’accrescimento culturale, sia famigliare che sociale, se tutti ignorano e boicottano il valore di una buona scuola pubblica – oltre che di sani principi familiari, – come possiamo sperare in uomini e donne che abbiano l’uno per l’altra rispetto e comprensione? come possiamo sperare in generazioni future di donne che abbiano rispetto per se stesse?

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