animismo e auto

nel Dicembre 2005, dopo vari “inseguimenti” andati male, mia moglie ha realizzato il suo sogno di acquistare una Rover MINI, vecchio modello (immatricolazione 07/1993). 

mini in tutti i sensi, gli spazi sono davvero contenuti…e se lo dico io che non sono un energumeno… 

da pochi giorni avevamo appreso che di lì a nove mesi sarebbe nato il nostro primo figlio. 

era l’auto di mia moglie, non la mia. 

negli anni la avrò usata cinque o sei volte, al massimo. 

quindi oltre al vederla quotidianamente e apprezzarne la sagoma inconfondibile non è che avessi con lei un “legame”, diciamo. 

lei invece per lungo tempo la ha usata per andare al lavoro, quotidianamente. 

o qualche volta che, per sfizio, si diceva “prendiamo la MINI?” 

il tutto con gli aneddoti del caso: le luci lasciate accese che scaricavano del tutto la batteria e ci impegnavano in cambi d’auto tipo assalto alla diligenza, i tergicristalli che emettevano un suono che nostro figlio nel tempo iniziò ad imitare, la mancata accensione dopo che non la si utilizzava per parecchio tempo con immensa gioia del nostro elettrauto, le briciole di crakers e cibi non più identificabili assieme ai giochini di Leo trovati nei luoghi più impensabili (in quei casi la mini pareva enorme)… 

ok. 

primo figlio. 

dopo la maternità l’auto ha ripreso i suoi ritmi. 

ma Leo cresceva e la mini non può neppure contenere un passeggino, per cui abbiamo acqusitato un’altra auto e parcheggiato l’altra. 

il tempo passa e ci accorgiamo di essere in attesa di nostra figlia. 

a quel punto l’ipotesi di potere ancora utilizzare al mini diventa solo più una ipotesi, appunto…

anche perchè tra bollo ed assicurazione, insomma, non è che fosse proprio simpatico avere un’auto ferma che continuava a macinare spese… 

e allora decidiamo di venderla. 

ok, non è che avessimo tanto tempo da dedicare a questa cosa, a parte qualche annuncio su siti o su La Stampa della domenica.

con riscontri deludenti e anche irritanti (come quella volta che ho aspettato un tipo trenta minuti per poi scoprire che se ne era dimenticato…va bè…). 

insomma, un anno e mezzo è stato il tempo impiegato a trovare un acquirente. 

ieri sera la vendita. 

con commozione da parte di mia moglie e di Leo, piccolo. 

io molto meno anche se in effetti vedere partire l’ auto con sopra due sconosciuti ed allontanarsi fa il suo effetto… 

era per dire.

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13 risposte a animismo e auto

  1. fab ha detto:

    posso capire…quando ho rottamato la mia 127 blu, 1050, dopo 15 anni di convivenza, malgrado acquistassi un’auto nuova, scelta da me , nel colore, modello ed accessori…beh..ho avuto una stretta al cuore…

  2. Patrizia ha detto:

    Però è così, fa sempre un certo effetto vedere la propria macchina andarsene con al volante un’altra persona, lo fa anche quando la si lascia alla concessionaria per portarsi via quella nuova. Ciao, buon fine settimana

  3. jackmax ha detto:

    ..ti posso capire ..ho sempre personalizzato le mie auto al punto di farne oggtti di culto ed innovazione ( non come ora i filippini….) ma tanto per citarti un esempio la mia panda riuscii nel rivestirla internamente di stoffa gucci originale (lo sò dirai che sono un tamarro…ma era il 1982…) grazie a 2 mt di stoffa portata a mano da guccio gucci in persona, al locale dove facevo il dj, in cambio delle numerose cassette…regalategli. per non parlare di targhe illuminate da ultraviloetti su golf ..quando neanche le discoteche le avevano… e così via….sono pezzi di noi che se ne vanno..anche se le cose sono solo cose….la tua mini mi ha ricordato la mia A 112 che …mi lascò per strada dopo aver squagliato motore… di lì il famoso ed antesignano…”silenzio dell’innocenti” hahahahahah

  4. arielisolabella ha detto:

    ahhh sulla e con la mia vecchia nuova punto cosa non ho combinatoo!!!ci ho anche dormito……quando l’ho rottamata per poco non mi metto a piangere…gli ho anche dedicato un post…sigh….ora ho una toyota ecologica che sara’anche moderna ma …..non rieco ancor a sentire mia dopo due anni!!!………vebbe’…………..forse verso i 100000 km…..

  5. Sonja A. ha detto:

    Sospiro pensando alla mia prima auto: un’Autobianchi Y10 che avevo vezzosamente battezzato: ‘Durango 95’ in onore della mitica vettura di Alex e i suoi Drughi.
    Non c’era uno spazio del portellone posteriore nè degli interni che non fosse smaccatamente blucerchiato per evidenziare la mia passione per la Sampdoria.
    E ovviamente in proporzione a quanto aggiungevo per sottolineare la mia appartenenza, dovevo fare i conti con i dispetti dei ‘cugini’ rossoblu.

  6. emma ha detto:

    …..già……
    ho visto andare via così la mia topolina……
    un’auto di quel genere che mi ha portato in ogni dove e non mi ha mai lasciato a terra…..si decisamente uno strano effetto veder andarsene chi ci ha tenuto
    compagnia per anni…..
    ciao sergio…..

  7. maumozio ha detto:

    tutti noi abbiamo l’auto del cuore, la mia è una 500 giardiniera, ancora la rimpiango!

  8. Martine ha detto:

    ma che carina!!

  9. bettayunae ha detto:

    Come diceva Sordi nel film una botta di vita

    “I viaggi sono belli solo nei ricordi, perché tutto sembra bello nei ricordi.
    Allora accosta e fai riposare ‘a machina, perché se si fonde er motore sai quante risate che ce facciamo l´anno prossimo quanno ce lo ricordamo? ”

    Io conservo ancora un meraviglioso ricordo di una renault 4 rossa fiammante, quante indimenticabili e divertenti avventure 🙂

  10. Cinzia ha detto:

    Stupenda, io ho una vecchia 500 🙂 sono passata su world press anche io. A presto.
    C.

  11. semprevento ha detto:

    ah beh….io la mia auto l’ho lasciata al mio ex…una bella 164….che auto!!!
    buffo, quando diventano ex è tutto loro!!!!
    Cmq…le cose son cose ma fanno parte di noi…sempre.
    Tu sei un pò meno sensibile…tua moglie invece…
    però secondo me…uhmm..anche tu un certo languore l’hai provato.
    Altrimenti non avresti scritto!!!

    • parolesenzasuono ha detto:

      bè, a volte io scrivo di cose che accadono per “fermarle” nel tempo, magari per poi rileggerle mesi o anni dopo e rifletterci su—
      una sorta di post-it…
      il coinvolgimento ovviamente c’è, ognuno lo vive a propria maniera…

      ben trovata qui—

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