napuli

 
sono nato nel 1972, in una famiglia piemontese di origini contadine, mia madre dalla montagna, mio padre dal cuneese.
 
terzo di tre figli, sono cresciuto insieme a molti della seconda tornata di figli degli immigrati dal sud.
(la quasi-prima tornata è capitata a mia sorella del ’65 e mio fratello del ’66…).
 
ricordo ancora Paolo o Cristian quando in classe tiravano fuori i loro panini con il pane siciliano, cosa che non avevo mai visto prima…
me ne fecero assaggiare un pezzetto, era buono, sì…
 
penso alle varie barzellette dette con inconsapevole "innocenza" e che ora al solo ripensarle suscitano in me una certa vergogna, per il razzismo non solo strisciante che aleggiava nell’aria…
 
ma allora era così, il "diverso" era chi non parlava il nostro dialetto, chi non aveva  le nostre abitudini…
e quindi era additato come capro espiatorio, cin una logica perversa del "trovare il colpevole", magari di un  nulla….
 
a casa mia la lingua in uso tra i miei genitori è sempre stata il piemontese, parlare in italiano era riservato a quando si era con estranei…
 
"napuli" (traducibile, letteralmente, in "meridionali") era la definizione che per antonomasia girava in casa nostra e che racchiudeva tutto ciò che non era originario delle nostre parti (anche i simpaticissimi vicini di Viterbo rientravano nel calderone "napuli", ben inteso…)
 
e allora ricordo il parlare in piemontese tra "i grandi" per non farsi intendere dai non piemontesi, ad esempio…
(stessa cosa che comunque ricordo fatto in dialetto del sud per "difendersi" da noi…)
 
oppure i luoghi comuni e le dicerie a loro proposito, dalle leggende più o meno metropolitane sul "coltivare i pomodori e l’orto nella vasca da bagno" piuttosto che altre abitudini più o meno culinarie…
 
ci pensavo in questi giorni, constatando come i miei figli, ad esempio, avranno in classe compagni dei paesi dell’est piuttosto che di altri continenti e come nel giro di pochi decenni sia mutata la composizione demografica dei nostri paesi , tanto che non esiste più il "torinese" nè il "piemontese"….
 
mi veniva anche in mente "Così eravamo", una pellicola di quasi un decennio fa che a mio avviso stigmatizzava bene l’ambiente in cui si inserirono le prime migrazioni a Torino, con le difficoltà di inserirsi in un contesto chiuso e poco disponibile al "diverso"…
 
la mia precedente professione mi ha portato per dieci anni ad avere a che fare con persone di tutta Italia e quindi ho "lavorato" molto su tanta ignoranza che mi venne passata come per buona insieme al latte materno…
 
lo dico qui, lo dico qui.
perchè questo non è un blog per gli altri. quindi non devo compiacere nessuno/a.
 
questo blog è per me stesso.
per ricordarmi da dove arrivo, per ricordarmi dove sono diretto.
 
anche.
 
 
 
 
 
 
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11 risposte a napuli

  1. maria rosaria ha detto:

    …e sai quanta sofferenza, quanto smarrimento, quanta paura vivono quelle persone che devono allontanarsi dalla loro terra per adattarsi e tentare di farsi accettare altrove? Nord o sud, est oppure ovest, italiani, extracomunitari o stranieri.Le migrazioni, o meglio, la mescolanza dell’umanità, è un fenomeno avviato e che non si fermerà, qualunque cosa blaterino i politici oggi tristemente "alla moda". Da questa mescolanza tutti possiamo trarne reciproco tesoro, ma solo se lo vogliamo, con intelligenza e cuore.A questo l’Uomo è diretto: a tutti noi il dovere di ricordarlo e di educare per tale sentiero. Il resto è ignoranza che ancora qualcuno tenta di far passare per buona.CiaoMaria Rosaria

  2. Edoardo ha detto:

    Il nostro piccolo spazio.

  3. Brazir ha detto:

    anche.

  4. ... Elisachecorrecoilupi ha detto:

    La mia terra è più "aperta" … ma le categorie esistevano ed esisotno ancora anche qui ….prima c’erano i "taroni" ma era un appellativo bonario …. ora ci sono i tunny ma la cosa si sta un po’incattivendo anche qui visti i venti d’odio che soffiano ….la tristezza infinita di una guerra fra poveri ….e la consapevolezza che la storia insegna poco o nulla ……buona serata …elisa

  5. sergio ha detto:

    nel dopoguerra cugini di mio padre emigrarono in Argentina, senza "fare fortuna"…di loro si sono perse le tracce…a volte mi chiedo come potessero farsi intendere laggiù parlando in dialetto piemontese-cuneese…una volta, ero in Canada, sentii alla radio una trasmissione "per italiani immigrati", era increbile sentire certi strafalcioni grammaticali e certe mescolanze di dialetti del sud…il tutto dato per "pura lingua"….insomma, pare sia stata attribuita a Totò la sentenza "si è sempre meridionali di qualcuno"…io questo lo ho vissuto in Norvegia piuttosto che in Scozia. certe occhiate erano più eloquenti di altro…e allora ho inteseo le sofferenze, le miserie, le difficoltà di integrarsi in una realtà non nostra, e magari non mossi da grandi ideali ma solo dalla necessità di portare a casa la famosa "pagnotta"…mi fa sorridere sentire parlare dell’uomo cosmopolita: vero, ci possiamo spostare e essere ovunque nel mondo, ma credo che ognuno di noi abbia solo un posto che chiama "casa"….

  6. giovanna ha detto:

    La diffidenza per il diverso è innata in noi e diverso è anche chi ha un ceto sociale minore o maggiore figuriamoci un diverso di lingua o di colore, io non ne sono immune Sono diffidente se incontro gruppi di stranieri che guardano fissamente, lo sono con chi cerca di vendermi cose che non mi servono ,sono diventata diffidente anche con chi mostra cartelli ho fame …trà un pò se continuo a stare in cassa integrazione ne scriverò pure io uno Sono diffidente ma non mi ritengo razzista è la diffidenza innata che c’è in noi

  7. ariel ha detto:

    sono terribilmente ed esclusivamente razzista nei confronti degli stupidi…certi giorni neanche me sopporto!!

  8. ventodeldeserto ha detto:

    stavo rileggendo ..quando alla parola" mio padre e mia madre….." ho sentito n tv che è morto Raimondo Vianello mi sono commossa……Tu dici che lo IERI è morto…….io credo che niente muoia….lo Ieri ha fatto di me quello che sono oggi…..può essere che tutto questo sia un risultato confusionario…..eppure sono io……il mio spirito è questo.Buona giornatavento……………forse sei un pò meno Sgarbiano!!!

  9. e...vado... ha detto:

    …..io faccio parte di quelli che li hanno visti arrivare……da piccola dicevo….i neri….e guai chi diceva il dispregitivo ‘negri’quindi ‘i napuli’ da me non sono mai stati chiamati così….ma ero piccola…e pulita come tutti i bimbi……però ricordo….si ricordo bene……oggi gli amici dei miei figli sono un miscuglio pazzesco….fantastico……ce ne fosse uno che ha i genitori della stessa regione….;)e sono belli…..e sono torinesi come me……domani sarà così per i nuovi arrivati…di qualunque nazionalità siano…..lo trovo bello….istruente….grazie di fare questi post…..e grazie della mail…..un sorriso sergio…….emma

  10. Harielle ha detto:

    Lo so cos’è: nata a "Napuli" e presto "emigrata" in Piemonte prima e poi a Roma, ho sperimentato la diffidenza ed un certo razzismo, anche quando mi si faceva il complimento : "Lei è proprio una brava persona, non sembra napoletana". Questo mi ha portato, dopo la laurea, a specializzarmi in mediazione interculturale e a lavorare per l’integrazione degli stranieri nel nostro paese.Però anche noi, meridionali nel cuore anche se in diaspora, avevamo i nostri pregiudizi verso i "polentoni", sai? :PPrima di capire che apparteniamo tutti ad un’unica grande terra. Che frontiera, regione, paese sono solo nostre costruzioni mentali, paletti che spesso mettiamo per arginare la paura dell’altro, l’alieno da noi.E quanto sono fortunati i nostri figli a sperimentare un mondo a colori nelle aule di scuola, si!

  11. Monica Lautieri ha detto:

    Vorrei conoscere i tuoi dati anagrafici: nome e cognome…vorrei scrivere il tuo racconto nella mia tesi di laurea specialistica in antropologia e citarti. Grazie.

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