Natale (è anche questo)

 
la mia insegnante di italiano alle superiori era un personaggio.
 
veniva a scuola in bicicletta, con qualsiasi clima, che piovesse o nevicasse o, perfino, ci fosse il sole (a Torino non è da darsi per scontato…).
 
il lunedì mattina intuivi che il pomeriggio prima era andata a raccogliere cicorie dallo sporco sulle dita.
(ho sempre amato tantissimo l’insalata di cicorie e uova fredde rassodate…).
 
spesso quando ci restituiva i temi corretti, oltre all’immancabile "4" o commenti sarcastici tipo "asino !!!!!", portavano indelebili le impronte inconfondibili delle gomme della sua bici, quindi ci si immagiva che tra le vie di Torino la già allora vecchina passasse con cumuli di quinterni che cadevano ad ogni curva, va bè…
 
una volta nel suo modo burbero di trattarci mi definì un "barbun" il che in piemontese è colui-con-la barba-lunga (al tempo non mi rasavo nè mi tagliavo i capelli) ma anche il povero in canna…
(mai capito a quale delle due figure si riferisse, essendo entrambe veritiere…)
 
ma se dovessi riassumere il suo insegnamento, forse, penso ad una di quelle lezioni "informali" che fanno davvero crescere la coscienza di un adolescente…
 
ci parlò di come scuola, chiesa ed esercito, per decenni nel dopoguerra furono per milioni di italiani gli unici momenti di acculturazione reale, gli unici strumenti di creazione di un nazionalismo autentico…
 
mi illuminai: compresi finalmente i racconti epici di mio padre che da Centallo (Cuneo) venne mandato al servizio militare a Tarvisio (Udine) ed affrontò la cosa come un viaggio inziatico  stupendosi in maniera impressionante per le differenze dei dialetti, gli usi nella alimentazione, gli atteggiamenti femminili riscontrati…
(mio padre ha imparato negli anni l’italiano, la sua vera lingua, come per mia madre, è il piemontese…)
 
e mi ci ritrovai pure io in quell’archetipo di costruzione caratteriale: per anni scuola, chiesa e poi esercito furono gli ambienti di crescita, non solo culturale ma soprattutto umana, in cui ci si confrontava con "l’altro", magari di Lecce, magari di Sassari, che agli inzi degli anni ’90, per me, erano comunque realtà estranee e lontanissime…
 
ci pensavo in questi giorni, riflettendo su come oggigiorno siano meno frequenti certi momenti di confronto "reale", di come ci si illuda di vivere nel mondo globale per il fatto di avere tutto a portata-di-click, mentre in realtà il confronto nasca da altri fattori ed esperienze…
 
pensavi ai "riti di passaggio", quei momenti in cui si abbandona una stagione di vita e si affrontano nuove dimensioni di crescita e responsabilità…
 
parlo del fatto di essere uscito di casa a venti anni, ad esempio, cosa che ovviamente mi ha "costretto" a crescere in fretta e a gestirmi…
 
oppure il rapporto con il lavoro e quello con l’Amore…
 
giorni di riflessioni: Natale, tra i vari bilanci inevitabili e l’acutizzarsi di incongruenze famigliari e non solo, per me è anche questo.
 
 
 
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6 risposte a Natale (è anche questo)

  1. silvia ha detto:

    Natale in effetti è una festa particolare…..induce ai ricordi….al passato….a fare bilanci, oltre che quelli inevitabili economici, anche della nostra vita…..quella che è stata….che è e che speriamo sarà. Forse tutto questo perchè è una festa che si vive soprattutto in famiglia……sinceramente non lo sò, quello che sò è che in questo periodo i successi personali sembrano avere più significato…..ma le sconfitte sono più amare e pesano di più. L’importante è che sia gli uni che le altre servano sempre per il nostro accrescimento personale.Ti mando i miei più sinceri auguri di buon natale e ti auguro di passare queste feste con tanta serenità!

  2. spiralisegrete ha detto:

    …contar para vivir…raccontare per vivere e questo tuo é veramente uno splendido racconto con due bellissimi personaggi, vividi e tangibili come in un vecchio cinegiornale… anche tu ci sei,, barbùn, naturalmente, il Natale cristiano é soprattutto barbùn ( una stalla per partorire a una povera coppia strampalata) non certo il trionfo del codice a barre…ma a te auguro di fare ancora un lungo viaggio…pieno di racconti…

  3. Dora ha detto:

    Si, anche questo è Natale…….e qui lascio i miei auguri caro Sergio, allora in sinfonia con il post ti auguro che questo Natale sia per te un raccontarsi, per meravigliarsi crescere e scoprirsi sempre.Auguri Sergio

  4. Mauro ha detto:

    è vero, Natale è una festa ma è anche un momento di riflessione perché ci porta inevitabilmente a ricordare gli anni passati, quello che avevamo e quello che non abbiamo ancora o quello che avevamo e che invece non c’è più, ma soprattutto come eravamo e come siamo, e non sempre il saldo è positivo.Auguri.

  5. Jo ha detto:

    caspita ser, quanto hai ragione… un lungo abbraccio

  6. Brazir ha detto:

    Natale… fine anno… bilanci presenti e passati….. crescita.

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