macchina per cucire

 
proprio vero.
 
a volte da un nulla si porta indietro il tempo di decine di anni e la cosa mi commuove, sempre…
 
domenica ero dai miei genitori con il bimbo e per intrattenerlo mia madre gli ha fatto vedere il funzionamento della macchina da cucire…
 
parlando di quella macchina mi ha raccontato una cosa che non sapevo (o magari avevo dimenticato…)…
 
quella macchina fu acquistata a rate, quando lei aveva diciotto anni…
faceva già la sarta a casa e mentre noi eravamo piccoli quello era già il suo modo per "fare quadrare i conti", oltre al salario di mio padre…
 
mi parlava del batticuore del giorno dell’acquisto, della paura di non potere versare regolarmente le rate…
 
una macchina che ha oltre quaranta anni…
 
quasi un pezzo di collezione, direi…
 
bè, di certo di orli ed altro ne ha fatti, e tanti…
 
e poi ricordo quella volta che da vero furbo riuscii a farmi passare l’ago da parte a parte del dito indice destro…
con grande stupore che avesse forato anche l’unghia…
 
ma poi penso, soprattutto, alla figura di mia madre, a quanti "rattoppi" è riuscita a fare in famiglia…
tre figli diversi per caratteri ed attitudini, eppure, in alcuni tratti, messi assieme da una donnina minuta e un po’ curva con i suoi occhiali inforcati su un filo difficile da infilare in un’asola a volte troppo stretta…
 
 
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11 risposte a macchina per cucire

  1. OSV-BARBATUS ha detto:

    Ciao, Sergio. Questo è veramente un ricordo commovente di che cosa sapevano fare le madri di un tempo. Forse anche alcune di quelle di oggi sanno essere eroiche nel consolidare il bilancio mensile della famiglia e, quin di, tutte meritano il nostro grazie non solo come figli ma come membri della società civile.Buona giornata.

  2. Luciana ha detto:

    Quanti bei ricordi, Sergio.Anche la mia mamma ne aveva una, sai quelle di ferro con il mobile marrone………a pedale.Ero piccolina e la vedevo cucire.Ho poi imparato anch’io, ma ho una macchina moderna……..Chissà che fine ha fatto quello splendido mobile?Buona giornata, Luciana.

  3. ariel ha detto:

    una donna in gamba …di cui essere fieri cosi’come la tua mi appare …bella famiglia!!:-)))

  4. Carlo ha detto:

    E già…Una volta si rammendava, si rattoppava..si aggiustava, a volte si creava proprio in casa, ad esempio i vestiti di carnevale…I miei ricordi rimangono indelebili per ogni marchingegno strano a casa dei miei..Quel mobile marrone scuro di cui non si capisce la funzione non è un frigobar ma una Singer (allora erano tutte così) del ’69..ed aprendolo si rivela un mondo artigiano che non c’è più..un pedale, un volano, una cinghia..aghi filo..ed alzando il coperchio a ribalta saltava fuori il marchingegno in ghisa…poi una sedia e alternativamente o la mamma o la nonna in visita! Perchè le nonne non stavano mai con le mani in mano! ahahaha!Grazie per la rievocazione del ricordo.P.S. Mia madre su un mobile ha ancora un macina caffè a manovella e un ferro da stiro…a carbonella!!! Ahahah!Presumo in futuro si aprirà un museo di antichità!!! Buona giornata da Carlo.

  5. silvia ha detto:

    davvero un bellissimo ricordo…..anch’io ne ho di molto dolci di mia madre anche se ho potuto vivere troppo poco con lei, è morta a soli 40 anni…..e io ne avevo 20…….Sono ricordi che rimarranno sempre e che ritornano alla mente soprattutto nei periodi delle festività. Un caro saluto Sergio a te e a tutti i tuoi cari.

  6. sergio ha detto:

    SINGER anche quella di mia madre, confermo mobiletto in legno ed ammennicoli vari a costruire una officina artigiana…:-)

  7. Brazir ha detto:

    forse non volevi parlare della macchina da cucire…. forse…

  8. ... elisazingarafelice ha detto:

    Tenero questo ricordo della tua mamma ….la vecchia Singer di nonna chissa’ dov’e’ finita ..ho traslocato circa un anno fa e nella casa nuova ho meno spazio, a malincuore ho dovuto farne a meno …non ho mai imparato ad usarla … preferisco cucire a mano …è una cosa che mi rilassa tantissimo … accoccolata in poltrona …scegliere la sfumatura giusta fra le mille spagnolette che conservo nel mio cestino da cucito, regalatomi qnd ero bimbetta … di quelli a vari cassettini che si aprono un po tipo fisarmnica …e poi osservare le mani che volano svelte sulla stoffae lasciare scorrere i pensieri …. adoro queste vecchie cose …come la grande radio anni 50 o la napoletana che fa bella mostradi sè sulla mensola delle spezie e dei the …parlano di casa, di famiglia … di calore.. di serenità ….dolce giornata …

  9. ... elisazingarafelice ha detto:

    ….. o forse è ora di lasciarsi avvolgeredal fuoco …. it’s better to burn out than to fade away (Neil Young)abbraccio ….

  10. Emanuela ha detto:

    Dolcissimo questo spruzzo di ricordi, che ti avvolgono di tenerezza.Dalla storia di un oggetto….la storia di una vita, che si è vissuta, ma che con l’età si assapora nei dettagli.Un sorriso.

  11. Cayenna ha detto:

    Bellissima immagine, un ricordo vivo che bene rappresenta un mondo che sembra sparito col tempo. Ingoiato dal consumismo moderno che ci illude che tutto è facile, semplice da a vare: quasi scontato nel possedere.E mi fa ricordare i sacrifici che facevano i miei, e non erano i soli, per cercare di far quadrare i conti. Arrivare a fine mese coi i loro doppi lavori per darci a tutti noi, 4 figli, un’istruzione.Un ricordo che riempie di gratitudine ed amore.Cayenna

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