(appunti di) fast-food emozionale

 

in una costante precarietà suffragata dalla provvisorietà di certi dialoghi, dall’intrecciarsi di dettagli muti, di parole senza suono, dal riconoscersi come di fronte ad uno specchio e quindi non parlare in realtà che a se stessi, come potrebbe esserci pretesa più assurda della tua?

 

in una fame a sfamarsi da sola

in una sete a dissetarsi da sola

 

un vuoto a riempirsi di vuoto

 

 

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7 risposte a (appunti di) fast-food emozionale

  1. MARIA ha detto:

    un vuoto si riempie solo con l affetto vero.,.i pensieri intensi ,l amore ,l’affetto………..che non ti fa sentirsi mai soloun vuoto che ti riempie la presenza da chi senti dentro del tuo cuore ,,,altrimenti la fame e le sete non si fermano mai anche dopo il cibobacioni

  2. ventodeldeserto ha detto:

    beh….questa cosa non mi piace…..stai riflettendo troppo….stai andando a fondo alle cose…..ma la positività l’hai persa?non si può vedere sempre grigio….si certo , a volte si….succede e deve succedere…..tutto ciò ci deve dare la possibilità di riassaporarele cose buone….e ricrederci sull’umana esistenza……..spesso mi chiudo….ma poi …poi torno a sorridere alla vita……devo farlo ….altrimenti che senso ha?So che non approvi il mio modo ….ma lo faccio per provocarti….per farti capire….che sei un ottimo Sgarbi dal cuore ribelle….ciao SV

  3. Carlo ha detto:

    Non sò se è una citazione piuttosto che una riflessione…comunque..Chi si parla allo specchio si interroga più che altro..Per sfamarsi bisogna avere da cibarsi sempre di qualcosa che proviene dall’esterno da fuori, da qualcun o qualcos’altro, che sia cibo per il sostentamento fisico o che fosse apprendimento culturale..altrimenti non è sfamarsi è pura immaginazione fine a se stessa.Buon pomeriggio da Carlo.

  4. Dora ha detto:

    Il riconoscersi davanti ad uno specchio è già un grossissimo, enorme passo in avanti per iniziare a riempire un vuoto……..Un caro saluto Sergio

  5. Harielle ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente una poesia di Derek Walcott:Tempo verràin cui, con esultanza,saluterai te stesso arrivatoalla tua porta, nel tuo proprio specchio,e ognun sorriderà al benvenuto dell’altroe dirà: Siedi qui. Mangia.amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.Offri vino.Offri pane.Rendi il cuorea se stesso, allo straniero che ti ha amatoper tutta la tua vita, che hai ignoratoper un altro e che ti sa a memoria.Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,le fotografie, le note disperate,sbuccia via dallo specchio la tua immagine.Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

  6. bisbetica ha detto:

    molto tempo fa, moltissimo tempo faun "amico" mi disse che due vuoti fanno solo un vuoto più grande: niente di più vero.diceva sempre le stesse cose questa persona, sino alla noia – un po’ come me – ma alcune erano sacrosante e volente o nolente ci sono arrivata anch’io, col tempo.non bisogna nutrirsi degli altri, non ha alcun senso.

  7. silvia ha detto:

    la solitudine si fà sentire in maniera davvero pesante in alcuni momenti…..e uno di questi è proprio il pranzo….o la cena…..in cui il silenzio diventa assordante….e la fame svanisce inghiottita dal vuoto che circonda ogni cosa. Non è facile governare i pensieri….rispondere alle domande che si rincorrono spietate, l’una sull’altra…..e che opprimono più del silenzio e del vuoto.Momenti difficili……che ognuno passa prima o poi per motivi diversi….in luoghi diversi….in tempi diversi…..ma con lo stesso vuoto….lo stesso silenzio…..e la stessa solitudine. L’importante è che si tratti solo di momenti…..e questo dipende da noi.

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