tra la terra ed il cielo

 
se un albero vuole innalzare i suoi rami fino al cielo,
le sue radici devono sprofondare fin nell’inferno
 
Friederich Nietzsche
 

di Massimo Rognini

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17 risposte a tra la terra ed il cielo

  1. JعK ha detto:

    sergio ci sono..è solo che voglio stare un po’ con me..Un bacio-jackY

  2. py ha detto:

    è un pò come toccare il fondo per poter risalire…

  3. sergio ha detto:

    bè, Py, è un po’ più "complesso"…nell’inferno si trovano le risorse per accedere al paradiso…Jacky: bene…

  4. py ha detto:

    mmmm….ci penso

  5. Carlo ha detto:

    Gli alberi hanno radici e per quanto si innalzino i rami saranno sempre radicati sulla terra..Solo chi riesce a volare ad estranearsi dalle cose mondo terreno può anelare alla pienezza del Cielo.Buona serata da Carlo.

  6. Annadigiugno ha detto:

    Perchè nell’inferno c’è una parte di noi, quella che definiamo oscura, qualla che nascondiamo, quella che chiudiamo con mille catene e non ha mai luce. Ma siamo noi, anche inquell’aspetto, noi anche nella parte più nascosta, noi. La nostra essenza fatta di luce ed ombre di bianco e di nero..come la ninfea, così pura bianca bellissima, galleggia sugli stagni e pare eterea…le sue radici sprofondano nel fango dello stagno e da quello prende nutrimento…il nostro inferno, se avessimo coraggiodi portarlo alla luce! Ci accorgeremmo che quello che sembra un serpente è solo una corda arrotolata…grazie per la visita…niente airbag…mai. Perchè a fronte di tanti graffi sul cuore la bellezza della fiducia nell’amore ripaga di ogni delusione o feritaAnnamaria

  7. Brazir ha detto:

    l’importante e’ volere andare fino all’inferno…

  8. Rebecca ha detto:

    Facile arrivare dal paradiso nel inferno, ma dal inferno nel paradiso??? Qui sulla terra viviamo nel inferno, per questo nutriamo il desiderio del paradiso. Io credo la terra sia già il paradiso, solo noi lo teniamo come l’inferno! – Pif

  9. ReS ha detto:

    Mi viene da pensare al dualismo….la teoria filosofica socondo la quale l’universo è intelligibile soltanto come un tutto composto da due elementi distinti, due principi opposti ed inconciliabili…..uno essenzialmente buono, l’altro essenzialmente cattivo….:-)

  10. Fausta ha detto:

    Credo di sì….c’è bisogno di scendere nel più profondo di noi stessi prima di cominciare una risalita che abbia meno scivoloni possibile (evitarli del tutto non fa parte della nostra natura umana) ……….. e sia la discesa che quello che si trova in fondo non è certo un paradiso!!!!! Eppure prenderne coscienza è la via per la pace…..

  11. giovanna ha detto:

    Se non si conosce il male come si può apprezzare il bene?Ciao Sergio buona serata

  12. Dora ha detto:

    Amo molto Nietzsche………egli fù ai suoi tempi, come molti critici sostengono, il precursore di molti concetti di psicanalisi.L’aforisma che tu citi sinceramente non sò se appartenga a Nietzsche (se ne conosci la fonte te ne sarei grata se me la rendessi nota, sarebbe per me un informazione in più), tuttavia Nietzsche per esplicitare i suoi concetti di eterno ritorno oltreuomo, volontà di potenza, faceva riferimento all’esempio dell’albero che per innalzarsi ha bisogno di sprofondare le sue radici nella terra….in questo esempio, ritrovabile in più opere è racchiuso il senso della tragicità della filosofia di Nietzsche. Egli infatti si fà banditore di un nuovo modo di intendere il problema filosofico fondamentale, e cioè quello di imprimere al divenire il carattere dell’essere, e di assumere quindi la terra e la vita come orizzonte ultimo della ricerca filosofica. Non più dunque un trascendente, nè i valori della vita fino ad allora promulgati da attribuire al divenire della vita, ma i caratteri dell’uomo stesso. Il filosofo ben era consapevole del’elemento tragico che caratterizzava i limiti del’esistenza umana, pur tuttavia egli non volle tramutare questo sentimento di tragicità in fuga dal mondo, ma in un gesto d’amore verso la terra e la vita, gesto che si caratterizzava con la "volontà di potenza" ossia con il tramutare il "è" (delle religioni ad esempio) in un "voglio", un "fù" in un "volli" un "sarà" in un "vorrò".Ecco questo era il senso della terra per Nietzsche, e il senso della vita inteso come atto di volontà da me voluto!!La sua filosofia oggi è molto attuale, e non è nihilismo, ma senso dell’esserci!!!Sicuramente ho occupato molto spazio………e mi fermo, sarei capace di continuare…ma ci tenevo a dire che non è "l’inferno" ma la terra, l’inferno avrebbe ancora a che fare con il trascendente………e Nietzsche se ne stava ben lontano……E’ chiaro che a livello simbolico tutte le interpretazioni sono valide. Bè, sò di essere stata pesante e mi scuso per la mia pignoleria……….cmnq se hai la fonte fammi sapere ok?Un caro saluto Sergio!

  13. rosy ha detto:

    Ciao Sergio, credo che tutto dipende da come viviamo questo "inferno" possiamo restarci intrapolati oppure uscirne uomini nuovi…Buona serata.rosy

  14. Syn ha detto:

    Hai ragione Dora….Nietzsche aveva ragione…non si può "semplicemente" essere…..La volontà di potenza dà all’uomo una dimensione certo non trascendente, ma, a mio modesto parere, evolutiva, inimmaginabile per la nostra contemporaneità e ineguagliabile.Io ne ho parlato spesso nel mio blog, ma forse mi sono espresso male…o forse non sono stato capito. Non ho fatto riferimenti a Nietzche direttamente perchè non amo fare simili cose, ma speravo che si capisse. Io parlo del mio modo di pensare! Ho parlato quasi sempre di scienza e di Buddhismo, ma in modo interlocutorio e con riferimenti ad espressioni non certo accettabili ora, per queste discipline.Quando parlo di "entropia" o "sintropia" è implicito che punto ad una soluzione da "Übermensch", sia essa di tipo scientifico, o prettamente esisstenziale e filosofica come il porsi comunque aldilà, non in senso trascendente, ovviamente, del caos, superandolo o forse volendo essere ancora più caotici….. Avevo scritto un bel post (non mi ricordo il titolo), che era stato capito solo da te……ti ricordi??Comunque credo che le strade siano molte e poche nello stesso tempo, e che non dipenda esclusivamente dalle loro coordinate filosofiche, o comunque di pensiero, ma, appunto, dalla volontà del singolo di realizzarle e di agire.Ciao Dora…Buona serata!!….Bellissimo post, Sergio!!…. Grazie per lo spazio!….Serena serata a tutti!!……

  15. antonella ha detto:

    nella vita si può toccare il fondo tante volte e da esso si risale.E’ facile raggiungere un obiettivo quando si è privilegiati, quando non si rischia, quando non si mette in gioco nulla. Ma quando si sale anche di un solo gradino dopo essere crollati giù, vale moltissimo, c’ è sforzo, volontà, forza d’animo, impegno.Dall’inferno sei uscito e lo conosci, non lo temi, ma ne hai consapevolezza e prendi coscienza della tua forza, della tua potenzialità e non allontani coloro che sono all’inferno come sei stato tu ma li sostieni e li aiuti a trovare la via di uscita. Acquisisci una migliore consapevolezza di te e una maggiore comprensione ed empatia verso il mondo, gli altri. E’ un processo interiore di maturazione, di presa di coscienza. Attraverso l’inferno possiamo arrivare al paradiso con le nostre forze, con la nostra reazione.Niente viene per niente , tutto un senso, dipende da come noi vediamo e viviamo certi accadimenti..Come dal buio nasce la luce ( il buio si trasforma in luce) così dalla sofferenza, dal dolore può nascere la serenità, la paceNon sono opposti, non sono inconciliabili, ma l’uno è nell’altro. Così come l’albero è radici e rami, allo stesso modo la nostra vita è inferno e paradiso : noi siamo l’uno e l’altroSempre mi viene in mente la frase del grande Faber: "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori"Buona notte e un abbraccio

  16. Esilde ha detto:

    L’idea dell’albero che se vuole innalzarsi fino al cielo le sue radici sprofonderanno fino all’inferno…è tipico aforisma di NIETZSCHE…una continua contrapposizione tra idee-sentimenti morali-religiosi ed estetici…e tutto ciò che deriva da materiali bassi e spregiati…impulsi ed interessi egoistici.La sua concezione riapre nuove scoperte, x cui non c’è alcuna verità-base,giacchè anche la credenza…nel valore della verità è una credenza storicamente condizionata che meglio di altre corrisponde ai…condizionamenti psicologici e sociali che ci dominano.Per cui L’ALBERO TRA LA TERRA E IL CIELO……………..L’UOMO TRA DIO E IL NON DIO………Gioco di influenze e di un equilibrio gerarchico di forze contrastanti.Noi tendiamo a DIO,l’albero tende ad innalzarsi verso la luce…il cielo…ed è questo un senso unitario dell’idea…dell’ETERNO RITORNO che in Nietzsche non trova più la funzione di affermare la circolarità del tempo,…quanto quella di negarne la linearità…negarne quindi il corso storico…vitale…come ,invece, ha sempre voluto… la metafisica PLATONICO-CRISTIANA.Tutto tende a DIO…L’albero si eleva al CIELO…L’uomo invece in Nietzsche,attraverso il suo concetto,impone ordine e armonia a ciò che lo circonda ma è …l’uomo stesso che, diventando superuomo,deve avere il coraggio di accettare il caos,quindi la vita x quello che è…fino a far coincidere il DESTINO CON LA PROPRIA VOLONTA’,LA NECESSITA’ CON LA PROPRIA LIBERTA’.Il mito di DIONISO e di APOLLO.DIONISO,il dio dell’ebbrezza…che libera dal principio di individuazione e si identifica ,in maniera latente,in ogni cosa.APOLLO è il dio del sogno,del canto,della bella apparenza,ma nella sua forma risplendente non fa che ricomporre…l’intima scissione di ogni cosa.NOI SIAMO IL RISULTATO DI TUTTO CIO’.Esseri consapevoli che entrambi esistono in un gioco e una sorta di attrazione ed allontanamento da esso.L’importante è esserci e puntare all’obiettivo con consapevolezza…Male ,anzi peggio, sarebbe che ci trovassimo a puntare senza alcuna coscienza…Bellissimo post SERGIO…grazie e buona giornata.!Esilde

  17. sergio ha detto:

    sono lieto dei contenuti dei vostri commenti (eterogenei e per questo preziosi)…ognuno di noi può cogliere in questo aforisma un messaggio personale, chi ha il coraggio di andare oltre i dogmatismi e i dualismi da essi discendenti potrà apprezzarne la veridicità: solo quando abbiamo affrontato le nostre zone buie possiamo comprendere cosa la Luce sia davvero…diversamente sarà una Luce parziale, magari confezionata in qualche testo d catechismo (non solo cattolico, sia chiaro…)…il mio non è un invito a comportarsi "male", quando a dissacrare quanto abbiamo attorno, pertornare al suo significato originale, per cogliere in prima persone a e direttamente il messaggio…per riprendersi il Sacro Diritto di fare esperienza e di trovare in essa la Maestra di Realtà: la Vita…bene.

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