del canto degli uccelli (forse)

 
più accetti, meno desideri
 
Osho
 
 
nel suo solito stile immediato e al tempo stesso sibillino, Osho, con questa frase dice una cosa molto importante: l’accettazione come antidoto al desiderio…
 
una sorta di contentamento (che non è accontentarsi…) come rimedio alla impazzata di quella "lavatrice in centrifuga" che è la mente
superare il mito che ottenendo qualcosa/qualcuno si possa essere felici
comprendere che ad ogni obiettivo la mente ne chiederà uno successivo e così via, in una corsa che non ha termine, mai…
 
una corsa che dissipa le nostre energie e, soprattutto, ci rende ciechi…
ciechi nel non vedere l’abbondanza che abbiamo attorno
ciechi nel non assaporare la vita di oggi, unico momento reale
ciechi nel non riconoscere che siamo perfetti nella nostra imperfezione finchè abbiamo il coraggio di essere noi stessi
 
allora accettare le cose come sono, noi stessi con il nostro non essere perfetti, non essere i primi, non essere altro se non noi stessi…
riscoprire la ricchezza della originalità, della autenticità
esprimere le proprie doti senza la pretesa che qualcuno le riconosca
 
forse che gli uccelli quando cantano hanno di mira la firma di un contratto che li scritturi per Sanremo?
 
 
 
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12 risposte a del canto degli uccelli (forse)

  1. Brazir ha detto:

    AH AH AH.. mi faccio una risata sulla chiosa.Non vedo negazione nella frase di Osho e nemmeno contrasto.E’ talmente ovvio e banale da risultare come quella cosa nascosta cosi’ bene perche’ messa in mostra a tutti.Dovremmo davvero imparare ad accettare il mondo per quello che e’ e accettarsi per quello che siamo.Ma cio’ vuol dire conoscersi, entrare nella nostra "grotta/anima". E non e’ sempre bello avventurarsi in posti bui e, ahime’, spesso sconosciuti.

  2. Carlo ha detto:

    Gli Uccelli non hanno la cognizione nè del contratto nè di Sanremo, ma cantano con mira…Magari di farsi notare dalla femmina, o di primeggiare nel gruppo. O magari come noi, cantano di felicità!L’Uomo ha la possibilità di sognare, non neghiamogliela.L’Uomo ha la capacità di ragionare…capirà i suoi limiti e fin dove osare e dove fermarsi.Non porrei limiti all’Amore ed alla PACE!Fin dove posso Amare? Aumentiamo il circolo virtuoso del sentimento massimo che non va ridotto solo al sesso. Ma esteso all’emozione, alla solidarietà, al rispetto per la natura e per il mondo, al rispetto dell’altro e del più debole.E’ vero che..chi si contenta gode…Ma in genere chi gode..non si contenta mai..Buona Giornata da Carlo.

  3. giuseppe ha detto:

    l’accettazione di se’ stessi fino alla castrazione dei desideri(proprieta’ insita nella natura umana),nella moderna quotidianita’, puo’ aprire la strada a sindromi psicopatologiche…anche severe.Ogni uomo ha la consapevolezza del suo valore…e aspirare a una meta fa parte del gioco..perche’ ti realizza e ti gratifica ..gli strumenti e le modalita’ di cui si serve l’uomo sono innumerevoli…io per esempio amo gli uomini,per altro rari,che ci sorridono un po’ su’ ..specie su’ se’ stessi…p.s.gli uccelli..sono fatti di tutt’altra pasta!ciao

  4. Carrie ha detto:

    Che bello,e troppo simpatica l’ultima frase….concordo: accettare la vita e osservare le cose come sono è meglio di rischiare di non vedere ciò che abbiamo davanti essendo presi da un’idea fissa cha bbiamo in testa…e le sorprese a volte sono inaspettatamente piacevoli ^_^

  5. sergio ha detto:

    sì, Giuseppe, concordo con il fatto che non è "facendo finta che non ci siano" o "castrando" come dici tu i desideri che le cose possano essere risolte…questo brano è solo un invito ad indagare serenamente sulla origine di tanta frenesia: a volte dietro certe smanie vi è ben altro…poi ovvio che ognuno persegue degli obiettivi ed essi non sono "negativi" in sè…

  6. bisbetica ha detto:

    sembra di leggere Seneca: "non desiderare è come avere"questione di punti di vista e di senso vero… questione di garage 🙂

  7. Cinzia ha detto:

    La Regola prima di tutti i tempi: "Conosci te stesso".Solo conoscendo se stessi si può comprendere in realtà quale sia il motore che si spinge a cercare e che ci trascende. Il De-siderare dervia etimologicamente: "contemplare le stelle". Il Desiderio deve essere qualcosa che ci trascende, ma è racchiuso dentro di noi.CI sono desideri alti, e istinti bassi. Istinti guidati dall’odio perchè mossi da una condizione di disarmonia. Io posso accettare le cose, ma non posso evitare di desiderarle, perchè quel sentimento mi trascende. Ogni uomo nasce sotto una costellazione… che calibra il suo de-siderio appunto. E non centra nulla con la degenerata moderna e volgarissima astrologia, cartomanzia e chi ha più strozzini li metta.Una cosa uccisa dalle religioni orientali è la profondità del desiderio.Purtroppo o per fortuna? Chi può dirlo

  8. Cinzia ha detto:

    Carlo, la Natura ha ragioni che non comprenderemo mai. non bisogna attribuire condizioni umane agli animali perchè essi sono molto più naturali di quanto lo siamo noi, e questa superiorità antropocentrica è la responsabile della distruzione del nostro amato pianeta.Saluti

  9. ... elisazingarafelice ha detto:

    Bellissima la frase in chiusura .. e nemmeno chiedono un contratto per x factor ;-)Mi piace moltissimo il modo di scrivere di Osho …e riguardo ai desideri … credo siamo "abituati" a desiderare cio’ che nn serve ….manipolati da grandi fratellie e veliname vario ….dai cartelloni della pubblicita’ …ecc.ec…..credo che in realta’ sia tutto + semplice ….specialmente se riusciamo anon fare parlare + del dovuto la nostra mente….è la gabbia peggiore … e come tutte le gabbie peggiori ce la costruiamo da soli ….c’e’ un qui e ora che troppo spesso ignoriamo…tesi al tragiardo successivo … e ancora e ancora …..magari senza nemmeo chiederci cosa vuole davvero il cuore ….che alla fin fine è cio’ che conta davvero ….Buona serata Sergio …. se vuoi ti saluto la piazza …. sorrido …ho splendidi ricordi li’ ….Elisa

  10. antonella ha detto:

    si, accettare sè stessi, conoscere ed essere sè stessi. Essere sè stessi vuol dire anche avere sogni, ideali, mete e penso che sia normale e positivo. Ma occorre non farsi fuorviare dalla mente, dai feticci esterni come il denaro, il successo, insomma non bisogna dare valore a "falsi" valori. Occorre perseguire ciò che viene dalla nostra interiorità, seguire il nostro istinto, lasciarsi andare ai sentimenti, alle emozioni. Seguire il proprio cuore.Accettare sè stessi è prendere coscienza di ciò che si è , nei pregi e nei difetti. Accettare anche le nostre emozioni "negative", la rabbia,il senso di colpa, l’insicurezza, comprenderle, non giudicarle e lasciarle passare…Essere consapevoli delle proprie capacità ma non ostentarle, pubblicizzarle.Accettare sè stessi significa amarsi e rispettarsi, e se si è in pace con sè stessi, lo si è anche con il mondo, lo si apprezza e ,sempre, di esso ci si meraviglia…Grazie!buona giornata

  11. py ha detto:

    è la mancanza di "libertà" che ci distingue dagli uccelli….l’incapacità di volare…in tutti i sensi e con tutti i sensi

  12. JACKMAX ha detto:

    QUANDO SENTO DIRE..è PRIMACERA ..CANTANO GLI UCCELLI…PERDONAMI…MA A SCOPO BENEAUGURALE DICO SEMPRE…"SPERO CHE CANTI ANCHE IL MIO"….E LO Sò….ME NE ESCO COSì…ESCO A VOLO RADENTE…

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