p i a c e r e

colui che non è riuscito ad ottenere il piacere che non fluisce via, cerca infelice un piacere che fluisce via

da "Iniziazione Kalacakra" di Naropa, a cura di R.Gnoli, Edizioni Adelphi

bè, questa cosa del piacere penso sia comune a tutti: ognuno lo insegue a modo proprio, magari con metodi inaccettabili ad altri e vedendo attorno a sè altri che lo ricercano in una maniera per noi ritenuta non accettabile…

il piacere è un istinto: lo stare bene, il volere stare bene, ci appaga e ci fa sentire completi e finalmente a posto, in pace…

il "problema" è che connesso al piacere si creano degli attaccamenti, delle gelosie, delle manie, delle nevrosi…

(mi è rimasta impressa una cosa che avevo letto anni fa sul fatto che "ognuno di noi è nevrotico, solo a livelli differenti…")

per cui il piacere diventa, a volte, una perversione, una ulteriore meta da perseguire e che in realtà non ci appaga neppure più…

se si pensa che vi sono tra noi persone che per provare piacere infliggono o si autoinfliggono mortificazioni corporali credo che lsi possa intendere cosa voglio dire…

allora ci si interroga su perchè e quando il piacere sano prende una piega differente, quando scatta qualcosa per la quale ci dimentichiamo della semplicità del godere delle cose e si trasformi ogni cosa, situazione, relazione in una rincorsa per riaffermare essenzialmente se stessi, man mano chiedendo di più…

come una droga che si utilizza per sfamare una fame che sappiamo non potrà mai essere sfamata davvero…

allora Naropa, mi pare, ci viene in aiuto, parlandoci di noi, della nostra condizione di chi, avendo a disposizione il Paradiso Terrestre, non è in grado di rendersene conto, forse distratto dalla corsa dei tanti che si hanno al proprio fianco, anche essi alla ricerca del proprio piacere…

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3 risposte a p i a c e r e

  1. py ha detto:

    si, sono d’accordo con Naropa (ma chi è)…il vecchio detto popolare chi si accontenta gode è validissimo..il problema è che non ci si accontenta più…mannaggia, io per primae tu…fallo quel tatuaggio…sapessi come mi ha fatto stare bene il mio…però ricorda che la posizione che hai scelto è fra le più dolorose.

  2. Beren ha detto:

    Ciao Sergio ccome stai?

  3. antonella ha detto:

    Come tu stesso scrivi ognuno insegue il piacere a suo modo ma chi cerca il piacere facendo soffrire l’altro, rendendolo succube e facendo del male a sè stesso non vive un piacere "sano", non penso che sia una persona che stia bene e sia soddisfatta di sè…Penso che il piacere è uno stato interiore, quello che ci fa stare bene, che ci fa sentire in pace con la coscienza, che fa sorridere il cuore, penso che sia fondamentalmente un piacere rivolto all’altro da sè…alla natura, al prossimo, all’amato. Penso che sia un piacere che si origina dal fatto di essere felici di stare al mondo, di amare la vita, di dare valore ad essa, al mondo in cui siamo e allora possiamo provare piacere nelle cose semplici, seguire il volo di un gabbiano, nel contemplare il tramonto, nel sorriso di un bimbo, nell’abbraccio, nella condivisione, insomma il piacere dipende da quanto una persona considera la vita qualcosa che vale la pena di vivere, un evento straordinario, anche se transitorio. Chi si affida a piaceri non sani è perchè non da valore a sè stesso e alla propria vita. E’ come se si volesse e la volesse buttare via…Per me una forma alta di piacere è quella sessuale. Due persone che si uniscono fisicamente e spiritualmente trovano un piacere che forse è il massimo che ci è dato da avere. Il piacere è uno stato e non bisogna mai assolutizzare l’oggetto del piacere e considerarlo esclusivo, dipendere da esso perchè questo porta a sofferenza, ad uno stato negativo. La ricerca del piacere dovrebbe tendere alla ricerca di uno stato interiore duraturo. Una sorta di distacco, che non è indifferenza, ma il dare il giusto valore alle cose, goderne, fare tesoro delle esperienze, ma non assolutizzarle, perchè si ha la consapevolezza che tutto passa…le cose, le persone alle quali diamo piacere e che ci danno piacere e anche noi stessi…Insomma dare valore alla vita , godere di essa, dell’occasione che ci è data, ma nello stesso tempo non esserne troppo attaccati, visto che come siamo venuti al mondo così ce ne andremo…e tanti nasceranno e moriranno dopo di noi. E un ultima cosa, credo che le persone che cercano piacere non sani, possano, anche attraverso esperienze negative, poi ritrovare la strada per riscattarsi, ricominciare una vita basata su valori e piaceri più duraturi, non ingannevoli, una vita più felice , più proficua nel senso interiore.la vita da mille possibilità !scusa della lungaggine e delle ripetizioni, spero di essere stata chiara…non è stato facile anche per me chiarirmi :-))))un abbraccio e buon inizio di settimana

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