elsa morante

 
 

E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza.
 
(da Aracoeli, Einaudi)
 
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10 risposte a elsa morante

  1. Brazir ha detto:

    ricerca, consapevolezza, maschere.La sempre uguale e diversa domanda "chi sono"? "Dove vado"? "Qual’e’ il mio cammino"."Quel punto che avrebbe nome DIO"…. o avrebbe nome IO?

  2. sergio ha detto:

    io e Dio siamo la stessa cosa, nelle dovute proporzioni, senza tema di smentite.io vengo di lì e lì ritornerò.e se sono stato creato da Lui, non sono della sua stessa sostanza?

  3. Carlo ha detto:

    Ecco l’essenza…..Ovvero la perenne domanda d’Amore…che necessita ad ognuno e che nel nulla si perde naufraga…se rinuncia all’AMORE ASSOLUTO che è Dio.Buona serata da Carlo.

  4. Carlo ha detto:

    io provengo da Dio, quindi sono parte di Dio, non sono Dio.In me si rispecchia la luce dell’inizio dei tempi, ma solo come fiaccola accesa da una fonte eterna.Che il proseguo di pomeriggio sia lieto.Carlo.

  5. Cinzia ha detto:

    Noi siamo la sostanza dell’essenza luminosa. Siamo noi la divinità, come le piante gli animali, ogni organismo vivente.Non siamo la medesima identità di dio (se volete chiamarlo così), ma siamo la sua sostanza. Il che ci pone sullo stesso piano, come la mente ed il corpo sono la medesima cosa.Elsa Morante è una delle scrittrici più acute degli ultimi tempi.

  6. bisbetica ha detto:

    Chi ci ha creati a noi? Esco da questa discussione e mi sposto sulla chiusura dello stralcio di Morante.Guardarsi allo specchio, cercarci nei nostri stessi occhi e trovare quell’ostinata ricerca d’amore quasi indecente.Io lo faccio spesso e da sempre. Mi guardo. Non sto lì a guardare l’abito o il trucco, guardo il mio volto, le piccole rughe che ormai non posso più nascondere, lo sguardo affamato di quell’Amore che neppure sai bene che sia ma è mancanza. Ho tenerezza di me osservandomi e orgoglio di me per essere ancora capace di farlo: di amarmi e guardarmi allo specchio.

  7. ventodeldeserto ha detto:

    ….ma la vita non può ridursi al semplice contemplarsi ed accettarsi con tutto quel bagaglio di emozioni che è il nostro cammino?…..difficile già vivere …….. se poi si ricerca nella ricerca ….tutto diventa indomabile………e lo sguardo puro si perde nella pochezza di taluni …….e nell’approfitto di altri……….è l’attimo che assume importanza…….un attimo e cogli lo sguardo….la pupilla è quello che vidi………se vai oltre certe porte ….ti puoi perdere e non trovare piu la stada……io sono ciò che sono…..mi vedi mi ascolti mi leggi mi senti mi viviquesto è amore……..sempre cercato , ripudiato strappato impaurito.ma è ciò che sconvolge l’essere, è la sostanza eterna conflituale di noi stessi……..perchè dobbiamo dissipare il dubbio?nel dubbio si va avanti si ricerca si contempla…..ma non facciamone un’arma che ci trapassa.la Filosofia è un tratto indiscreto della nostra vita…….io la lascio al mare…….esiste un coraggio che è solo dell’uomo…………come sempre mia opinione del tutto opinabile…..ciao Sergio buona serata insieme ad Oscar ed il suo sguardo…….vento

  8. ventodeldeserto ha detto:

    ps……bellissimo stralcio di lettura…….

  9. antonella ha detto:

    " E’ quella vita, la vita spirituale, che conta. E il primo passo è il più difficile. Si tratta di staccarsi dalla terra, dalle certezze che abbiamo. Si tratta di evitare la trappola del’intelletto. All’intelletto dobbiamo molto. Ci aiuta ad analizzare, selezionare, giudicare e a estendere il campo del conosciuto. Ma alla fine? L’uomo può fare grandi scoperte, avanzare enormemmete nella conoscenza, ma qualunque sia il progresso, all’orizzontedel conosciuto troverà sempre lo sconosciuto. E lo sconosciuto sarà sempre più vasto di tutto ciò che potrà mai conoscere. Allora? Tanto vale affrontarlo, questo sconosciuto. AMMETTIAMOLO: ESISTE UN MISTERO E LA NOSTRA MENTE NON E’ CAPACE DI RISOLVERLO" Da Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani Un abbraccio e buona notte

  10. rosy ha detto:

    Aprire le porte alla spiritualità, alla ricerca del divino che è in noi, ammettere il nostro bisogno d’amore credo sia un buon inizio per un cambiamento interiore….Un abbraccio e buon fine settimana.Rosy

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