goliarda sapienza

 

Non sapevo che il buio
non è nero
Che il giorno
non è bianco
Che la luce
acceca
E il fermarsi è correre
Ancora
Di più

 

  

 

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12 risposte a goliarda sapienza

  1. Carlo ha detto:

    Tutti prima o poi raggiungono ..La consapevolezza delle cose.Buon Pomeriggio da Carlo.

  2. bisbetica ha detto:

    non tutti Carlo… non tutticiao Sergio 😉

  3. Brazir ha detto:

    "l’essenziale e’ invisibile agli occhi"…. quindi nulla e’ come appare.

  4. LДUЯД ha detto:

    ciò che fa piu sorridere è che dopo varie esperienze si crede di aver capito.Io sono piu del parere che … capisci le trame di quella situazione,ma ciò che non esiste non lo si può capire.Non si può generalizzare tutto.Ogni fase della vita ci pone nella situazione in cui c’è sempre qualcosa da imparare….

  5. Cinzia ha detto:

    Splendida poesia. Illusi chi cerca anche solo di capire (per poterle poi gestire, non è mai semplice desiderio di assorbimento dei fatti, ma di rielaborarli come vogliamo che siano) le cose che accandono. Consapevolezza? L’unica consapevolezza che ho è che non so, che non posso capire. Forse, è per questo che vivo.Ciao Sergio 🙂

  6. bisbetica ha detto:

    però si acquisisce un po’ di noi vivendo, ogni volta, ogni passo è un buio meno nero o una luce accecante è un verso noi.ed in effetti ci si accorge che fermarsi è come correre

  7. antonella ha detto:

    Non bisogna dare nulla per scontato. Occorre liberarci dai nostri pregiudizi mentali che non fanno altro che dividere, schematizzare, ridurre il mondo in categorie, spesso opposte ed inconciliabili. Invece la vita è multiforme, è mutevole, ed è molto più ricca di quello che noi riusciamo a vedere…Una continua trasformazione…Grazie di questa poesia, non conoscevo Goliarda Sapienzaciao e buona serata

  8. sergio ha detto:

    io credo che solo quando ci diamo il privilegio di "spolverare le parole del loro significato abituale" (definizione della stessa Goliarda Sapienza, tratta dal romanzo "L’arte della gioia"…) ci si svelano mondi e possibilità mai affrontati…particolare ritrovare in questa scrittrice "ribelle" tanto trantismo, tanta "protesta" di fronte ad "il tarlo della abitudine"…che è questo che il tantrismo e l’autrice ci chiedono: rendeci conto che in ogni istanzte moriamo e in ogni istante rinasciamo…non dare nulla perdefinito e scontato: non è che perchè incontriamo le stesse persone non è mutato nulla…e poi il tema dell’importanza che hanno i termini, le parole, il mondo personalissimo che rapprensetano per ognuno di noi, nella propria unicità…quante volte invece ci adagiamo sulle "definizioni", sulla pretesa di sapere di cosa si stia parlando pechè già visto o detto o sentito, non concedendoci la possibilità di accedere ad altro di più profondo ed autentico…non c’è nulla da sapere (ecco l’inganno della mente che ci illude di avere sotto controllo la situazione…), c’è solo da lasciare accadere e lasciarsene incantare…

  9. Cinzia ha detto:

    "però si acquisisce un po’ di noi vivendo, ogni volta, ogni passo è un buio meno nero o una luce accecante è un verso noi"Io credo solo che ci renda famigliare alcune situazioni, il che non ci rende totalmente impreparati, magari abbiamo meno l’impatto delle sensazioni, delle emozioni. Possiamo forse restare più lucidi.Io non ho mai trovato una situazione, un giorno, uguale all’altro. Non ho mai percepito l’abitudine. Non faccio mai nulla di meccanico, eppure alcuni miei gesti come per esempio prendere un quaderno, andare a lezione, scrivere, dipingere, suonare, uscire, baciare, ridere… fanno parte della quotidianità. ma cos’è? Nulla, se non riempiamo i momenti di attenzione. Ci lasciamo distrarre.Credo sia solo questo l’inganno."non c’è nulla da sapere "Perchè Sergio? Io credo che ogni Mistero di questa terra, sia messo lì perchè qualcuno ne scopra un volto. Un precipitato di senso. Se cerchi di non scoprire, o di non sapere, come potresti vivere?

  10. bisbetica ha detto:

    Sai che non ho capito perchè mi hai citata?Io non credo, e non intendevo dire, di sapere di me – e quando mai – ma della scoperta quotidiana che è infinita ed ogni volta ci sorprende e sicuramente ci accompagna un po’ più in la verso la nostra consapevolezza di noi, dei limiti superabili e non, del nostro animo. In realtà io non ho un quaderno di cose già viste, emozioni già visssute, reazioni adatte… non ho alcun vademecum… sono alla sbaraglio di me imparando di me

  11. ventodeldeserto ha detto:

    è una frase bellissima quella di bisbetica ebasta……….sono allo sbaraglio di me imparando di me…….già…quante cose ci sorprendono lungo questa spiaggia senza confini……i confini nella nostra inconsapevolezza li mettiamo noi……arduo e bellissimo toglierli…e finalmente cercare di vedere sempre oltre……..la magia della vita……..della scoperta……come quella di Sergio……strane parole per chi ha dei paletti visiv e sensoriali…….che peccato…..non sa quello che si perde……io ho imparato a sentire il rumore della sabbia………può esser terribilmente doloroso…….ma può , più di una medicina, guarire da un male oscuro……il male dell’anima…….tutto si legge se si ha occhi per osservare……..tutto ritorna a splendere……..come il buio……come la metafora usata per delineare una rinascita …..un fermarsi per correre tra la luce e il buio…io mi fermo per lasciar cadere ciò che ho appreso…….e corro verso nuove sensazioni di pace a me sconosciute……..a volte è sconsigliato ripercorrere le stesse orme…….questo è un mio pensiero …del tutto opinabile……..vento….

  12. Cinzia ha detto:

    Sai che non ho capito perchè mi hai citata?Ti ho offesa? Era solo che la tua frase calzava a pennello per la mia riflessione, evidentemente ti ho fraintesa 🙂

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