Tra le mille e più cose che andiamo perdendo…

 
 

Ecco: il dialetto piemontese…

O, meglio, il dialetto di ognuno di noi, da nord a sud, quello che per ciascuno di noi è il “suo” dialetto…

 

Nel mio caso il piemontese, la lingua che i miei genitori e parenti hanno sempre usato tra di loro e con noi figli, intercalando termini in italiano, a volte (come ora noi con termini stranieri inglesi o francesi…studiati a scuola…).

 

Ci ho convissuto per oltre venti anni quotidianamente, poi ho potuto praticare sempre più di rado …

 

Mi piace molto sentire parlare in quella lingua, mi sembra di essere a casa, di essere tra persone vicine, insomma…

 

Pensavo alle generazioni future, al fatto che perderemo questa meraviglia, anche perché il mio attuale livello di parlata è molto esiguo…e trasmetterlo, insomma, vedremo…

 

Credo sia un peccato, fa parte di noi, delle nostre radici, del nostro passato…

Ci sono espressioni dialettali legate a proverbi che sono una meraviglia…

Una saggezza concreta e forte che mi piace rileggere certe cose, le sento molto dirette…

 

Ne approfitto per trascrivere una poesia in piemontese…

Ovvio che per me è un suono bellissimo, quello di casa, della mia famiglia, delle mie origini…

Del mio Cuore…

 

 

Pensè

 

Na nivola, na pianta,

na rondola, na fior,

na carëssa, un basin,

l’amicissia, l’amor.

La vita, la speransa,

mi ‘t ringrassio, Signor.

 

di Angelo Verderone

 

 

Pensiero

 

Una nuvola, una pianta.

una rondine, un fiore,

una carezza, un bacio,

l’amicizia, l’amore.

La vita, la speranza,

io ti ringrazio, Dio.

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8 risposte a Tra le mille e più cose che andiamo perdendo…

  1. Francesco ha detto:

    a me mancano le mie radici… ma essendo nato sotto il segno dei pesci, le "radici" sono un pò scomode! :-)Battutine a parte, credo di capire cosa provi, anche se io mi sono sempre adattato al dialetto locale di dove vivevo o di dove vivo e mi piace sentire gli anziani parlarci o gente anche più giovane parlare con quell’accento che più di ogni altro lo differenzia dagli altri dialetti e dagli altri accenti… lo trovo come caratteristico di una forte identità!

  2. Carlo ha detto:

    Il Piemontese come il Torinese scompaiono, con l’avanzare dei tempi e delle migrazioni..Il Nord ha acquisito negli anni influssi di tutti i generi ed anche il Milanese, è quasi una lingua letteraria, scomparsa..Ma ci sono dialetti in Italia molto vivi, da nord a Sud, dalle valli Bergamasche a Veneto al Lazio, Campania Sicilia Calabria, Puglia, Sardegna…I Dialetti sono la lingua di Casa.Buon Week End da Carlo.

  3. Cinzia ha detto:

    Ti posso contraddire Sergio? Il dialetto, in generale, non è altro che un volgarizzamento del latino sotto gli influssi d’uso che ha condotto una strada parallela rispetto all’italiano. Lingua non dominante, artisticamente, le poesie in dialetto sono fiorite incredibilmente negli ultimi anni. Essere un buon italianista presuppone conoscere quasi alla perfezione il dialetto locale e quello delle altre aree. Le migrazioni l’hanno reso più forte. Una lingua anche se non è parlata non significa sia morta, vedi il latino, il suo riuso ormai è prossimo.

  4. Iside ha detto:

    Semplice, pura, chiara….Bella!

  5. Iside ha detto:

    Nessuna ira.Nessuna persecuzione.Solo un dato di fatto, qualcosa che sarà sempre in me…Qualcosa di cui i media parlano tanto, condannano e nello stesso tempo supportano.Ma pochi sanno cos’è davvero.

  6. JعK ha detto:

    in friulano sarebbe:PinsiirUne niule,une plante.Une rondin,une rose,une carece,une bussade,l’amicizie,l’amor.La vita,la sperance,io ti ringraci,Dio.Un bacio

  7. isa ha detto:

    sono convinta che il dialetto sia una parte importantissima delle origini, della cultura e di noi stessi, non bisogna snobbare ciò che siamo e il suono di ciò che pronunciamo… io sono Siciliana e ne sono commossa e fiera, la lingua è musica per me, la pronuncia è la vibrazione del mio universo… Brucia la luna n’cieluE ju bruciu d’amuriFocu ca si consumaComu lu me cori…poesia per le mie orecchie, suono della mia Amata Terra…Baci

  8. Luigi ha detto:

    Dice un detto: ogni mondo è paese.Tutto ciò che riguarda la propria "entità" non va mai rinnegata o scambiata in una nuova avventura "domiciliare"……Ecco perchè dobbiamo capire anche i " profughi" soli ed emarginati, essi lasciano indietro più di un " dialetto ".Complimenti per il blog, molto inusitato e speciale.Un saluto,Luigi.-

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