La carta delle caramelle.

 
 
Per quella evidente deformazione della percezione che fa sì che agli occhi dei bambini tutto appaia enorme, io ricordo quella tua grande borsa da cui ad un certo punto estraevi le famose caramelle.
Per me era una festa, lo sapevi e ne compravi apposta a sacchettini, ancora li vedo, sai, in quella carta bianca richiusa.
Quel profumo mi invadeva le narici e andava dritto al cuore, tanto che per anni quelle caramelle mi hanno accompagnato e sono andato a cercarle di proposito.
 
Te che mi insegnasti a legarmi i lacci delle scarpe, a dire le preghiere la sera e a rifarmi da solo il letto (e quella volta che la mattina lo lasciai disfatto non lo toccasti ed io la sera infilandomici dentro capii la lezione che mi stavi insegnando…).
Mi portasti con te in montagna, tra i boschi a fare la legna per la stufa, sui pascoli dove da bambina portavi il bestiame (mi aveva sempre impressionato quando raccontavi che alle quattro del mattino ti svegliavano per farti accompagnare, ancora al buio, le bestie fino a sù) e tra i ruscelli incontaminati e di silenzi di quei luoghi incantati.
Cercasti di insegnarmi un po’ di patuà, quel misto di piemontese e francese che era così strano sentirti parlare con chi abitava ancora presso la borgata in cui nascesti.
 
E molto altro mi insegnasti con i tuoi occhi d’amore, te, madre di mia madre, nonna.
 
Ricordo quella volta che svegliandomi ti trovai seduta vicino al letto che mi sorridevi. Ti chiesi come mai non mi avessi svegliato e tu mi dicesti che volevi gustarti il mio sonno. Non lo cappi appieno allora, ora che ho un figlio e faccio la stessa cosa, sì che lo comprendo.
Te, il tuo rossetto e le tue sigarette, unico "vizio" oltre ai dischi di Claudio Villa ed ai film con John Wayne.
 
Negli anni quegli occhi di bambino hanno iniziato a percepire quanto aveva attorno con altre proporzioni, io diventavo "grande" e tu ti rimpicciolivi man mano.
Sino agli ultimi tuoi anni, con quella malattia che ti bloccava sempre più, sino a doverti imboccare per mangiare.
Preso come ero da me stesso, non so se in quel periodo ho saputo esseri davvero vicino e dimostrarti l’amore che mi legava a te.
 
A giorni saranno otto anni che ci hai lasciati, nonna, eppure sembra ieri che mi porgevi quelle caramelle rendendomi tanto felice.
Grazie ancora per il tuo esempio di donna forte e dolce al contempo, grazie ancora del tuo sorriso di nonna.
 
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6 risposte a La carta delle caramelle.

  1. Carrie ha detto:

    Che bell’intervento….anche io ho in mente il sorriso di mia nonna vicino al mio letto….e sapevo che ero la sua preferita…darei qualunque cosa per riabbracciarla!

  2. Brazir ha detto:

    beato te che hai avuto la nonna fino a 8 anni fa.. la "mia" nonna… se ne e’ andata che avevo io 8 anni.Eppure…ho ancora flash, ricordi… attimi.. sorrisi..occhi.Certe cose ti entrano nell’anima… e magari seppur sbiadite, restano incise, come dolci cicatrici

  3. Carlo ha detto:

    E’ molto che ho perso i miei nonni…Ma mi hanno dato tanto……Tempo fa dedicai un post ai miei nonni.Buon Fine settimana.Da Carlo.

  4. Maverick ha detto:

    Leggendo questo post, mi è tornata in mente la mia di nonna… anche lei mi ha cresciuto, imboccato, e deliziato con i suoi racconti, e mentre io crescevo, lentamente lei tornò bambina, necessitando di tutte le cure e le attenzioni che lei dedicò a me, quando bambino lo ero io. Mi si riempiono gli occhi di lacrime al sol pensiero di quando la imboccavo, e quando voleva essere presa da me, solo da me, che tra le mie braccia la sollevavo e la mettevo a sedere. Così come lei ebbe cura di me, io ebbi cura di lei fino alla fine. Quanti ricordi….Buona Domenica. Buona Domenica.

  5. rainbow59 ha detto:

    la carta delle caramelle che me la ricorda sempre è di quelle al miele ambrosoliho tanti dolcissimi ricordi di mia nonna….avevo solo 11 anni quando se n’è andatama è sempre nei miei pensieri, quante belle cose che mi ha insegnato con la sua dolcezzami è mancata tanto e ancora oggi vorrei tanto poterla avere qui vicinobuon fine settimana…ciao

  6. JعK ha detto:

    quando esco con la bambina che tengo per le vie del mio paese incontro sempre un signore,noi tutti lo chiamiamo il "nonno Mario"..lui è sempe stato solo,non si è mai sposato ed ha na deformazione alla gamba che non gli concede di camminare senza la stampella….ama molto i bambini..li ama a tal punto che ogni mattina esce presto per comprare caramelle e dolciumi per donarne uno ad ogni bimbo che incontra per strada..ricordo ogni giorno,guardando l”interno della mia borsa,le carte di caramelle alla frutta che il nonno dona alla mia bimba e che lei,dopo averla scartata con cura,mi posa nel palmo della mano come per dire"io mi tengo la caramella,tu tieniti la carta.."è una persona dolcissima..Mia nonna invece mi regalava sempre delle mentine nella confezione grande di plastica,piuttosto che caramelle sciolte..e dio ogni sera,dopo aver finito di mangiare me ne mettevo in bocca 4 e mi rinfrescavo il palato..Mio bisnonno invece,che ho avuto la fortuna di avere fino all’età mia di 12 anni,mi dava sempre le caramelle ambrosoli al miele..ed io ne andavo pazza..un po’ perchè amo il miele e un po’ perchè mi sembravano coloro che rappresentavano al meglio il carattere del mio bisnonno..Quanti ricordi mi hai portato alla mente..Un abbraccio caro-JAckY-

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