Il silenzio in un parco.

 

Ti ci voleva l’occasione di giocare con tuo figlio per concederti il lusso di toglierti scarpe e calze e camminare, correre e giocare a pallone a piedi nudi. 

Sentire l’erba soffice, avvertire la pelle viva e solleticata ad ogni passo e il fresco dell’umidità del tardo pomeriggio… 

Quel contatto primario della tua base, le piante dei piedi, con la base per eccellenza, il suolo naturale, Madre Terra.

 

E chissà perché il tuo pensiero scivola veloce al tempo che quei luoghi hanno vissuto e vivranno dopo di te.

 

Quegli alberi secolari, testimoni di chissà quanti incontri, vicende, confidenze, speranze e pensieri; volti, mode negli abiti indossati, generazioni di altri camuffati sotto apparenze differenti dalle nostre, eppure con le medesime fondamentali aspettative, domande, desideri, mète.

 

E quell’acqua del lago, così immobile, in cui si sono riflessi migliaia di sorrisi di bambini, tra i quali anche il mio, stupefatti della sua bellezza tanto semplice, che ha accolto tanta gioia e voglia di vivere…

 

E poi certo, più di tutti, questa terra calpestata e ricalpestata sino a farne polvere come cipria, così bistrattata da non essere neppure guardata se non dai poeti o dai bambini, che ad ogni passo vi scorgono presenze misteriose fatte di sassi piuttosto che rametti o piccoli insetti.

 

Penso a come questi luoghi abbiano fatto da cornice e testimoni muti lo scorrere delle generazioni, degli eventi, della storia.

 

Quel silenzio che in realtà raccoglie le voci, le risa ed i pianti del nostro passato e accoglierà il nostro futuro. 

Quel silenzio che non è assenza di contenuto o cosa da dire, quanto anzi accumulo di tutto, contenitore e custode. 

Un silenzio pieno, che non ha bisogno di sbraitare per farsi ascoltare, che non ha bisogno di nulla, neppure di essere ascoltato.

 

Sufficiente a se stesso, con i ricordi che gli fanno da sostentamento, in uno stile ed eleganza di altri tempi, di quelli che non siamo più abituati, in questo presente fatto di tanto rumore e poca sostanza.

 

 

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9 risposte a Il silenzio in un parco.

  1. Carlo ha detto:

    Nel silenzio quanti osservatori immobili, eppur che ci sorpassano nel tempo…L’Acqua, gli alberi, il mare, il vento..Buona giornata da Carlo.

  2. Brazir ha detto:

    noi siamo natura…. polvere eravamo…e polvere saremo…Ho camminato e cammino nell’erba, anche se preferisco quello bagnato di rugiada.

  3. Jonathan ha detto:

    Anch’io mi sono trovato spesso a ensare a queste cosegiusto ieri passavo dal colosseo per andare a lavoro e pensavo"Prima queste case non c’erano, non c’era asfalto, non c’eran macchine…tutto unaltro mondo… e tra un centinaio di anni chissa cosa ci sarà….!"Questo è il ciclo della vita!!!Un abbraccio Jonathan

  4. Danilo ha detto:

    Mi hai fatto venire in mente una cosa con questo bel pezzo. Qui a Verona, in provincia, c’è una villa gigantesca, piena di verde…è aperta al pubblico. E’ un paradiso. C’è un silenzio incredibile. Dovrò ritornarci…sicuro!

  5. ♦La Belva♣ ha detto:

    Non sei l’unico ad evere questo pensiero…

  6. ventodeldeserto ha detto:

    bellissime parole…..che strano…leggendote leggo me……nel senso che sempre mi ritrovo a pensare a quante cose hanno visto gli alberi, ha sentito l’erba su di se……a tutto quello che perdiamo durante il rumore della nostra vita……a tutto quel silenzio incantato che esiste un pò più lontano dalla città…….sei fortunato a possedere un cuore così……..bellissimo post……grazie……ivana

  7. JعK ha detto:

    io ho pensato spesso a tutto questo..In più è un motivo per cui son stufa di caminare sulla terra,voglio camminare tra l’azzurro,la terra è stata fin troppo calpestata,troppo vissuta..ne voglio una nuova..Un abbraccione

  8. Francy ha detto:

    mi piace molto ciò che è scritto all’inizio… mi appare come un risveglio bacio

  9. Maverick ha detto:

    A volte quando mi trovo in un posto suggestivo, proprio come hai descritto tu in questo post, mi viene da chiedermi quante persone prima di me, ci si siano trovate, che emozioni abbiano vissuto… mi chiedo anche a quanti altri quel contesto sarà testimone, e scolpirà nelle loro memorie dei ricordi e delle emozioni indelebili. Un Abbraccio. S.

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