Metodo di liberazione.

 

 

Che aria saggia che hai, con quel completo orientale in lino chiaro, seduto sul tappetino in pura lana merinos.

Che gran senso di dignità ti aleggia attorno mentre stai a gambe incrociate con la schiena bella dritta, che pari quasi una statua, tanto sei immobile, fuori e dentro.

Quanto impegno ci metti nel praticare certe posture, perfezionando sempre più i dettagli in maniera magari impercettibile se visto da fuori, ma non certo per i tuoi occhi attenti e severi.

Si vede proprio che sei in un’altra dimensione mentre canti i sacri mantra, ad occhi chiusi e cuore aperto.

Guarda il sorriso della tua insegnante, che loda i risultati tanto brillanti conseguiti in così poco tempo (e quando quella volta ti ha chiesto di sostituirla e condurre tu la lezione hai avuto un balzo nel petto…).

Così pulito, così ordinato, quel rito della preparazione della borsa la sera prima, pregustandoti la tua lezione settimanale. Arrivare prima apposta, occupare il “tuo” posto in sala e soprattutto darti in quanto ti viene proposto di sperimentare.

Così per mesi e anni, con annesso studio dei testi sacri del caso, con la memorizzazione di termini sanscriti e altro.

Per ritrovarsi qui, ora, a chiedersi dove tutto ciò ti abbia portato. Se davvero più vicino a te stesso o piuttosto verso il tuo ego. Un ego alimentato e rafforzato in un circolo vizioso in cui, paradossalmente, questo “metodo di liberazione” in realtà ti conduce a dare peso al “nemico” per eccellenza, l’ego, appunto.

E allora con il Cuore tornare a quella prima lezione in cui ti venne chiesto di porre attenzione all’atto respiratorio, al fluire esterno-interno, alla danza della Vita in te. E chiederti se forse non sarebbe bastato fermarti a quello, a quella intuizione tanto semplice ed al tempo stesso tanto potente.

Senza ricamarci sopra, senza iniziare un percorso di approfondimento che dietro il “mito” della conoscenza forse ti ha proprio allontanato dall’immediatezza dall’intuizione originaria di quella sera tanto lontana.

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7 risposte a Metodo di liberazione.

  1. JACKMAX ha detto:

    è si…caro sergio..in questi viaggi verso la conoscenza e l’elevazione…spesso si sprofonda nei frammenti dello spacchio di dioniso…grande..

  2. Carlo ha detto:

    Meno male che il mio equilibrio psicofisico non dipende da serate…(perse, ma è solo un’opinione personale) tra ricerca della postura e modi di respirazione…Io semplicemente vivo. E sono felice.Buona settimana da Carlo.

  3. isa ha detto:

    Arma pericolosa, mai accomodarsi troppo nell’accogliente meta…Baci

  4. Jo ha detto:

    ooooh, dici che quando imposto la respirazione ai miei pazienti (ovviamente da logopedista e non da insegnante yoga), i più svegli potrebbero intuire qualcosa di più?! Che roba!!! Comunque io mi son sempre detta che la realtà e il mistero della vita devono essere molto più semplici di quanto a volte immagino!!! Un abbraccioneps. Fai tesoro di quello che vivi…e cerca sempre quello che davvero ti riempie il cuore!!

  5. Jessica ha detto:

    Un certo senso di serenità, traspare dalle tue parole. Magari sarà tutto merito di quegli OCCHI CHIUSI accompagnati da un CUORE APERTo, sicuramente significativi in ogni istante, ogni attimo, circostanza, momento, situazione…SEMPRE!Buona giornata! 😉

  6. saonda ha detto:

    Provo molta ammirazione per chi sa leggere in sè stesso con un simile coraggio e con altrettanto coraggio iniziare di nuovo. Buona giornata!

  7. eletta senso ha detto:

    le tue parole potrei averle scritte io: tanto combacia il sentire…
    ego- è quello che mi tiene in allerta. tutti bravi e santi sulla superficie dorata e composta dei mudra e delle asana. gratta gratta non vinci. trovi l’essere umano con tutte le sue contraddizioni. vado a yoga perché mi fa stare bene. come quando ballo al ritmo dei tamburi. ritrovo il corpo, il corpo con i suoi battiti e i fluidi e la sostanza.
    nel mio gruppo c’era un’aria da “chiesa” che mal sopportavo: neppure un ciao finale, si era come sospesi, esseri fatti d’aria.
    non mi andava e ho rotto il silenzio con la voce, forte e chiara. ciao a te e a te, guardando bene in faccia le persone che facevano e fanno yoga con me. persone, prima che anime. corpo, mente, sensazioni, pensieri, sentimenti e tutto il resto.

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