Rudra

 
Rudra “l’ululante, il terribile” rappresenta l’aspetto collerico e distruttivo della divinità, si oppone a Varuna, personificazione del cielo sereno.
All’aspetto terrifico si contrappone (dicotomia presente anche in Shiva) l’aspetto benefico: Rudra è il grande guaritore conoscitore di tutti i rimedi presenti nelle foreste selvagge, dive si dice che si trovi la sua dimora. Rudra, nel periodo post vedico (l’età bramanica, quando la casta sacerdotale assume una maggiore autorevolezza e importanza) verrà identificato con il Dio Shiva il cui nome significa il Benigno e a poco a poco, come Rudra, sparirà dalla scena.
Rudra” significa letteralmente: “Fuoco che fuoriesce dalle viscere della terra diffondendo la Grazia di Dio su tutto il mondo”.
Rudra è il vincitore della morte, e, dunque, il Signore dell’immortalità, colui che ha il potere di concedere l’Amrita, il divino nettare dell’immortalità.
Sri Mrityunjaya Tryambakeswara devata è Rudra, lo Shiva primordiale, “colui che fa scorrere le lacrime” ovvero il rosso, l’ululante, a cui nel mantra ci si rivolge con l’appellativo di Tryambak: con tre occhi. A lui è dedicato lo Mruthyunjaya Mantra, il mantra della grande liberazione, che invoca la protezione del Dio dalla malattia e dalla morte.

Nella Kala Ratri, notte nera, ultimo atto del dramma della dissoluzione del Cosmo prima della sua rigenerazione in un nuovo ciclo della creazione, Shiva appare come Rudra, apre il suo terzo occhio di fuoco ed il Cosmo viene ridotto interamente in cenere. La danza di distruzione di Rudra è chiamata Pralaya Tandava. È Rudra che controlla la morte sia a livello individuale sia a livello cosmico. Ecco perché lo preghiamo di risparmiarci dal disastro della morte recitando il Mrityunjaya Mantra che evita la morte prematura.

Se ci addentriamo nelle antiche storie mitologiche connesse a Rudra, alla sua nascita ed al suo ruolo nella creazione del mondo, vediamo come in alcuni degli inni più antichi del Rigveda egli venga talvolta identificato con Agni, il fuoco. Ricordiamo che Agni viene associato a VAK la parola che il saggio Yajnavalkya considera come l’unica via per conquistare la morte.
Il mantra della grande liberazione contiene una supplica a Rudra perché ci protegga e ci liberi dalla morte prematura.
Il dio Rudra è associato alla capacità non soltanto di controllare i sensi (per il quale provvede Indra) ma di trascenderli completamente.
Rudra come forma di Shiva è conclusione, o annientamento, e la sua influenza ci permette di esaurire completamente il processo del desiderio che viene continuamente alimentato dalla proiezione dei cinque sensi verso il mondo esterno.
Rudra annienta il desiderio riducendolo in cenere, la cenere da cui la divinità è ornata, simbolo dell’immortalità, dell’ultimo stadio della materia.
Noi preghiamo Rudra perché renda la nostra mente pienamente consapevole ed in grado di trascendere completamente i sensi e perché risvegli il nostro intelletto.
Secondo altri autori la parola Rudra può essere scomposta in “Ru” radice di malattia, e “dra” distruttore. Perciò Rudra è colui che distrugge tutti i mali della vita.
Con il Mruthyunjaya Mantra ci rivolgiamo in particolare alla capacità di Rudra di guarirci da quella che consideriamo la massima delle disgrazie: la morte.
Rudra è l’estremo guaritore, il solo che potrà “coglierci la vita” al momento giusto, non prima.
Perciò lo preghiamo di proteggerci da una morte prematura.

La figura e gli atributi di Rudra sono piuttosto contradditori, così come è complessa e contradditoria la figura del Dio Shiva che ingloba in sé gli aspetti di distruttore dell’universo e di divinità benefica ed auspiciosa.
I mantra e i sacrifici (yajna) dedicati Rudra fanno parte fanno parte degli inni vedici più antichi in quanto Rudra è il più antico tra i vari Nomi di Lord Shiva.
Nello Sri Rudra sono invocati e venerati i vari attributi ed aspetti di Shiva, cantare i Rudram è considerato essere di grande beneficio e può venir fatto con o senza l’accompagnamento del rituale vedico del fuoco.
L’”Ati Rudra Maha Yajnam ” è il più sacro e potente tra tutti i Maha Yajna (grandi sacrifici vedici) e rende testimonianza di quando Lord Shiva, dopo che Basmasura fu ucciso con l’aiuto di Lord Maha Vishnu, eseguì la “Danza Tandava” cui fece seguito il “Rudra Yajnam”; ciò al fine di apportare miglioramento e beneficio all’umanità intera. Esso è eseguito anche con l’intento di ripulire da ogni peccato ed afflizione, quale portatore di pace, prosperità e felicità, con unità familiare.

 
 
 
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2 risposte a Rudra

  1. Harielle ha detto:

    Bella descrizione della divinità della tempesta, della caccia, della morte, della natura e del vento…Vedo che anche a te piacciono le preghiere sciamaniche. Forse ogni donna ha un po’ della forza della terra in sè, e sente come sue le energie naturali.Buona giornata, a presto.

  2. Cinzia ha detto:

    Splendio… sono senza parole, letteralmente. Devo rifletterci… grazie per questo regalo

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