La pioggia nel bosco.

 

 

Lo scoutismo mi dava molto ed ero orgoglioso di fare parte del gruppo del mio paese.

Grazie a quella associazione cattolica avevo avuto modo di conoscere diversi coetanei e guardandosi indietro mi sentiva davvero cresciuto per via delle esperienze maturate nelle attività tra le quattro mura della sede, nelle uscite mensili e soprattutto durante i campi estivi.

Come dimenticare la prima notte con il sacco a pelo lontano da casa? Era la prima volta della mia vita che mi trovavo fuori casa, per di più in uno stanzone con circa altri venti tra ragazzi e ragazze di età tra i dodici e i venti anni…; una sensazione tra l’intimidito e l’eccitazione…A pensarci, che piccolo che ero, sui dodici anni, quello zaino che pesava, il sentirmi impacciato tra i “grandi” (di due o tre anni più di lui…) che mostravano tanta disinvoltura in quell’ambiente retto da regole e modi di fare che ancora non conoscevo e che però suscitavano in me rispetto.

Oppure quella volta in cerchio vicino al fuoco, di notte, a guardare le stelle e scorgere le varie costellazioni..; che meraviglia in quel momento, soprattutto, il silenzio della notte, così misterioso e impenetrabile e al tempo stesso così pacificatore e rilassante.

Così come l’ultimo canto di ogni sera, con la devozione alla protettrice degli scout, la Beata Vergine, tanto commovente nella sua semplicità che mi si fermava la voce in gola e cercavo di nascondere che l’emozione gli faceva venire gli occhi lucidi, sempre…

Particolare ricordarsi ancora di certi dettagli in maniera così nitida, quando poi ammetterò con semplicità che no, non lo ricordo proprio cosa ha mangiato ieri a pranzo o che camicia indossavo…

Se un momento tra i tanti, non basterebbe un volume a racchiuderli tutti, vi dovessi dire, bè, vi parlerei della pioggia nel bosco.

Dal campo base eravamo partiti il mattino presto per una gita su una delle montagne lì vicine. Una ottima opportunità di godersi lo splendore della natura in un silenzio così forte, così irreale. La giornata scorreva serena, il pranzo al sacco, un momento di raccoglimento per la preghiera e meditazione prima di ridiscendere a valle. E proprio mentre si tornava giù, il temporale estivo.

Quello che apparentemente avrebbe potuto rovinare al giornata si rivelò un momento bellissimo. Praticamente la suggestione per l’ambiente incontaminato, lo scrosciare dell’acqua sul volto e sugli alberi, gli odori che emergevano sempre più forti e vivi…

Tutto ciò insieme mi proiettò in un altro tempo, forse il Medioevo, chissà, non saprei dire neppure io.

Di certo un altrove magico, in cui il tempo si era dilatato e potevo godere di quell’acqua addosso, di quel suo incedere affondando gli scarponi tra le foglie morbide, nel sentirsi insieme alle cose, in esse. E non c’erano i suoi compagni di gruppo, seppur a pochi passi, non c’era nulla attorno eppure tutto era in lui e lui era nelle cose.

Autosuggestione, attimo di eterno, rapimento mistico?

Ma no, è stato solo il momento della pioggia nel bosco, niente altro.

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

5 risposte a La pioggia nel bosco.

  1. Carlo ha detto:

    Ricordo benissimo la prima volta da ragazzo che sono uscito da solo a dormire fuori casa con altri amici..Una sensazione strana di indipendenza, di libertà e di responsabilità! Buona giornata da Carlo.

  2. Armonia ha detto:

    Cogliere l’Attimo.Il "Carpe Diem" che riesce a far gustare il corso degli eventi.Dario gusta con piacere gli Attimi che si presentano nel suo percorso, non li dimentica e non li dimenticherà mai, perchè sa che ogni Attimo vissuto è un Attimo che servirà nella sua Vita. Sempre.Immagine molto suggestiva quella degli odori del bosco, mi ha ricordato, per un Attimo, "Il segreto del Bosco Vecchio" di Buzzati nel passaggio dall’infanzia alla giovinezza di Benvenuto.Buona GiornataArmonia

  3. JACKMAX ha detto:

    la pioggia nel bosco…credo a tutte le età rappresenti un misurarsi con le forze della natura come..la paura di annegare sentendosi portare al largo..che nel contesto è libertà ed impotenza di fronte ad una forza che spesso siamo abituati a vedere in tv dal divano…ma che vivere…è un altra cosa……me ne hai ricordata una un tardo pomerigio estivo improivvisa al ritorno da una escursione montana…in una valle lunga di nome e di fatto..che abbiamo corso felicemente sotto gli scrosci la mia ragazza d’allora ed io..arrivando a spogliarci praticamente in costume per..assaporare sulla pelle il ghiaccio delle gocce e l’ozono dell’aria…io credo che sia stata l’esperienza piu sensuale che il mio corpo abbia mai provato…ed il fatto che ero grande ha saputo trasformare la paura di tuoni e fulmini in una corsa incoscente di un bambino divertito..ciao sergio..grazie di avermi fatto ribagnare ancora stamane..

  4. Emilia ha detto:

    Io non ce l’ho avuta un’esperienza "sociale" come quella di Dario tra gli scout, ma a parte il risvolto cattolico (che come sai non mi coinvolge) credo sia un’opportunità meravigliosa di accostare un ragazzo ai rapporti esterni alla famiglia. Un gruppo di giovani di varie età ed esperienze, con gerarchie precise, sorretto da regole comunitarie, da condividere non più da "subire" come succede con gli "adulti". Sarebbe da proporre a tutti, ma quello che descrivi nella seconda parte del racconto…fà parte della personalità individuale, infatti vedi che non è condivisa con gli altri. Amare la natura, riconoscere ed apprezzarne i profumi, sentirsi parte integrante del tutto…in alcune rare occasioni (come quella di MAX) è insito nell’uomo, perchè l’uomo…E’…parte del tutto. Qualcuno risponde più spesso a questi "stimoli" sensoriali (sono le persone più sensibili e più sensuali…a mio parere) …ma tutti li abbiamo conosciuti e ce ne lasciamo immergere con gioia.Buona giornata…

  5. Bres ha detto:

    Ciao sergio…condivido pienamente il tuo pensiero; l’uomo è sempre lo stesso…gli impulsi, i sentimenti, le azioni si modificano e si adattano ai tempi, la Via Regale è insidiata e il raggiungimento del settimo chakra è ancora lontano.Ehzis il sovrano della morte rincorre fin dai primordi l’uomo che tende a salire verso Karem il Regno della Gloria…e Colui che innalza la Luce non avrà vita vita.Qoèlet enuncia che: Ciò che è stato sarà ,e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole… C’è forse qualcosa di cui si possa dire:"Guarda, questa è una novità"? Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...