L’odore dei soldi.

 

Non era stato facile addormentarsi, la sera prima.  Come per tutte le cose importanti, Dario si sentiva addosso una sensazione strana che non lo faceva dormire e proponeva alla sua mente mille scenari diversi che il giorno dopo avrebbe dovuto affrontare.

Certo, a sedici anni imbarcarsi in un “lavoretto estivo” aveva un fascino unico. Si sa, la rilevanza delle cose nella vita di ognuno dipende unicamente dall’intensità con la quale ci si sente coinvolti in esse.

Come al solito sua madre alle cinque e trenta era già in piedi, quasi per un retaggio di quando i tre figli erano più piccoli ed il tempo sempre troppo poco rispetto alla mole di cose a cui badare. Quella mattina lui era già sveglio e non era riuscito a lasciare nel letto quel sentimento di apprensione e agitazione. Alle sei e trenta sarebbe passato Marco con il furgone del banco del mercato per prenderlo davanti a casa.

Per Dario era tutto una novità, lui che l’anno successivo si sarebbe diplomato geometra e che oltre al percorso casa-chiesa e casa-scuola e alla regolarità della vita di un paese di provincia non è che sapesse molto di più della vita “reale” che era fuori da quelle cose.

I viaggi la mattina gli piacevano, ogni giorno arrivare in  una località differente, vedere sempre cose diverse. E poi i riti connessi a quel lavoro, come assistere alla estrazione dei posti per il mercato (paradossale, pensava, che alla fine degli anni ottanta il criterio per essere ammessi o meno ad esporre al mercato fosse l’estrazione di numeri come al gioco del lotto, solo che qui il tutto era condotto dal locale vigile urbano…), il caffè di metà mattinata, il panino a pranzo, ascoltare gli aneddoti che Marco ogni tanto gli raccontava circa i molti anni di quella vita e poi il viaggio di rientro con la stanchezza addosso.

Biancheria intima femminile, questo Marco proponeva, e Dario venne indottrinato su aspetti a quel tempo a lui del tutto sconosciuti dell’universo femminile.

Certo, i primi giorni era impacciato nel proporre un reggiseno piuttosto che un altro, ma con il tempo iniziò a trovarsi abbastanza a suo agio, tanto che alcune clienti tornavano al banco settimane dopo, chiedendo proprio del “ragazzo magrolino” che era lui.

Che emozione strana il sabato al rientro, quando prima di scendere riceveva la paga della settimana.

Erano i primi soldi guadagnati nella sua vita, quindi gli facevano un effetto strano, li guardava e riguardava, quasi non fossero veri, quasi fossero altro. Quei soldi, poi, li avrebbe fatti vedere ai genitori per poi custodirli a parte.

Si trattò di tre-quattro settimane di lavoro, per lui, però, che viveva ogni cosa come eterna novità, parve molto più tempo, per la mole di esperienza e cose viste in quel periodo. Come quella volta che si presentò quella ragazza senza reggiseno ostentando le sue forme, piuttosto che quella in cui partiti alle cinque del mattino per giungere a Saint Vincent si dovette tornare indietro perché non estratti e la giornata gli sembrò buttata via, non per il mancato guadagno, quanto per i mancati incontri di sguardi, di battute, di riti già assaporati nella mente.

Finito quel periodo, Dario decise di farsi un regalo con quei soldi.

L’intero guadagno si trasformo in un doppio compact disc della sua band preferita, i Pink Floyd, negli spartiti dell’ultimo album solista del suo amato Roger Waters ed in un cavetto di collegamento per il suo sintetizzatore all’amplificatore.

Dall’emozione Dario conservò per tempo lo scontrino di quegli acquisti.

Riprendendolo in mano riassaporava quell’odore di soldi che gli ricordava come ogni cosa che possediamo la abbiamo guadagnata.

 

  

 

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Una risposta a L’odore dei soldi.

  1. Carlo ha detto:

    Non ci crederai ma nei miei ricordi di lavori giovanili ci fu il mercato di biancheria (anche intima), tanto per passare l’estate, tanto per guadagnare qualcosa. Mi hai fatto tornare indietro nel tempo.Accetto con piacere il tuo invito, Carlo.

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