la nascita di Cristo dentro di sè

25 Dicembre

LA NASCITA DI CRISTO DENTRO DI SE’

Noi tutti siamo potenzialmente altrettanti Cristo, Buddha, Krsna, Lao-tze, Platone, Socrate e tutti i profeti e i saggi della storia dell’umanità. Ciò che è potenziale dentro di noi diventa attivo e operativo solo quando abbiamo trasceso, dopo attenta discriminazione, gli aspetti epidermici e ordinari dell’esistenza. Noi dobbiamo trascendere il nostro corpo, i nostri sensi, la nostra mente, il nostro intelletto e il nostro ego separato; spetta a noi uscire dalla prigione costruita dai nostri misfatti, dai nostri pensieri negativi, dalle nostre passioni selvagge e dalla nostra concupiscenza che ci costringono a vivere questa miserabile esistenza materiale, illusoria, effimera, dolorosa e disgustosa.
Quando il sole di Dio sorge dentro di noi trasforma ognuno di noi in un altro Cristo: ogni individuo è unico e originale nella sua propria individualità, eppure tutti tendiamo verso l’Uno, l’Uno-senza-secondo, che è la verità suprema dell’universo fenomenico, nato dal grembo verginale di Madre Natura, generatrice di ogni specie, e soggetto al mutamento, alla decadenza e alla morte. Solo attraverso la visione meditativa e l’estasi spirituale la nostra mente è riportata al suo originario splendore, alla sua pace innata e alla tranquillità imperturbabile del cuore, che è la nostra autentica natura originaria prima che assumessimo con la nascita questo nome e questa forma. Innumerevoli nascite in molteplici forme possono avere preceduto la nascita in forma umana, la sola che possiede i requisiti necessari per raggiungere lo stato di beatitudine, in quanto collega coscientemente la creatura con la Realtà delle realtà, impersonale, priva di nome e di forma, chiamata Dio dalle religioni, energia dalla scienza e coscienza dalla psicologia.
E’ davvero il giorno più grande del nostro pellegrinaggio terreno quello in cui raggiungiamo una volta per tutte lo stato di imperturbabilità e di pace, che è nostro per diritto di nascita in quanto siamo progenie dell’Altissimo. Noi siamo esiliati da Dio e ci è preclusa per sempre la felicità celeste se restiamo dei mammiferi antropoidi. La coscienza cristica equivale all’illuminazione buddhica e all’estasi taoista. E’ cosa degna di noi cercare di raggiungere l’irraggiungibile, vedere l’invisibile, ottenere l’inottenibile. Non ci sono limiti alle possibilità dell’uomo, purchè con una mente decisa e una volontà adamantina progredisca e penetri nel cuore dell’Infinito che è il nostro nucleo più intimo, il Santo dei Santi, il santuario divino, l’AUM. Questo santuario intimo dell’infinito Essere-Coscienza-Gioia (Sat-Cit-Ananda) è custodito da tre cobra, i tre guna di inerzia, attività e illuminazione: tamas, rajas e sativa. Solo l’eroe capace di tagliare la testa a tali serpenti può entrare nel santuario di Dio: è questo lo svelamento di Iside, finora velata,la lacerazione del velo di nescienza che copre il cuore della Realtà delle realtà, della Verità delle verità. Questa è la coscienza cristica che bisogna attingere nel corso di questo pellegrinaggio terreno, su cui vogliamo meditare specialmente oggi, nel giorno di Natale, che significa la nascita di Cristo nella nostra anima.

(di Anthony Elenjimittam, da ‘Pensieri per la meditazione quotidiana’, Edizioni Missione Sat-Cit-Ananda)

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