ma che guardavamo da piccoli?

 
e penso a quei cartoni tipo "Heidi", "Anna dai capelli rossi" o "L’ape Maia"…

 

 

bè, ora che "DeA Kids" è diventato l’unico canale della nostra TV, tanto che si sta pensando di brevettare un telecomando monotasto…(e vaglielo a spiegare alla signorina perplessa di Sky che ogni x mesi ti chiama e ti fa notare che non hai il pacchetto "cinema" nonostante l’offertissima-vantaggiosissima-ed-irripetibile…e tu gli dici che tanto non hai tempo…) questi cartoni li si vede per causa di forza maggiore (nostro figlio…) ed ecco che come unica consolazione al fatto di subirsi le stesse puntane cinque volte nel giro di tre giorni si fa caso ai dialoghi ed allora subentra una certa sensazione del tipo "certo che ci subivamo certe paturnie"…

 

 

alcune "chicche" che rendono l’idea:

 

 

da Heidi:

 

il nonno di Heidi vede che l’amica di Heidi, Clara, paralizzata e costretta sulla sedia a rotelle, può finalmente camminare e commenta così: "Lo sapevo che era solo un problema psicologico"…

 

 

da "Anna dai capelli rossi":

 

commentando la figura del padre adottivo di Anna la voce fuori campo parla del "vecchio misogino" che ora era invece tutto felice… (???!!!)…

 

 

da "L’ape Maia":

 

rivolgendosi al suo amico sfigatissimo e noisissimo, Billy, non ricordo in merito a quale episodio, l’apetta svolazzante (che se la piglio le "piego" le alucce del menga…) se ne esce con l’espressione "sono interdetta"…

 

 

ok, ok, ditemi pure che sino ai quattro-cinque anni non è che sei così attento al significato di ogni termine, che probabilmente è solo un suono, però, dico, gli adulti che hanno curato i testi, il doppiaggio, tutto…

 

si sono resi di quello che dicevano/dicono???

 

 

va bè, nulla da dire, "ogni cosa a suo tempo", ovvio che l’occhio di un adulto che guarda il cartone vede altro rispetto ad un bimbo che si imbambola vendendo il cane Nebbia saltellare manco fosse fatto di polistirolo buttato in aria e canta le sigle ed è davvero triste quando comprende che la puntata è finita…

 

 

è il discorso delle prospettive, ovvio, delle attenzioni, del diverso occhio pur "vedendo" le stesse cose…

 

 

così, mi andava di dirlo.
 
ANNA        APE MAIA         heidi
 
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2 risposte a ma che guardavamo da piccoli?

  1. Francy ha detto:

    adoravo Anna dai capelli rossi!!
    bacio
    p.s. io non guardo la tv

  2. Emilia ha detto:

    Fortissima questa analisi…effettivamente ne ho sentite anche io di "balordaggini" di ogni tipo. Da "Lady Oscar" e il suo probabile complesso del "Trans"…a "Dolce Remi" il bambino più sfigato dell’universo mondo. Non credo che i bambini non ascoltano i dialoghi, i miei lo imparavano a memoria dall’inizio alla fine. Succedeva con i filmati ma anche con i libri…e crescendo, si sono ricordati di ogni passaggio "oscuro" e ne hanno voluto la spiegazione logica, i sinonimi e….poi…poi è diventato un gioco alla ricerca del paradosso, dell’improbabile, del "detto" per sottintendere…insomma una grande soddisfazione, soprattutto fare a pezzi e analizzare la logica contorta dei TELETUBBIES….Hippy hurrà!!…li voglio ancora piccini….ihihihiiihhh.
    Buona giornata a te.

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