a portata di mano…

 
come quando il tuo dito scorre sulla tastiera e va a cercare la traccia che in quel momento sai che ti fa bene (e di cui sai anche il numero a memoria, proprio te che manco ricordi il tuo numero di cellulare…)
 
quindi oggi è questo testo di Panella-Battisti del 1988…
 
un grandioso inno all’Amore, mi pare, sebbene ben celato dietro riti quotidiani apparentemente "banali"…
 
 

Dicendo abbiamo tempo
ci giri intorno
stemperi e riempi
come dire centotre vasetti
di liquido con colore diluito
che certamente è meno previdente
di una conservazione che alimenti
tutti i tuoi seguenti
spunti di appetito.

Sono fluidi a vedersi c’è un piacere
anche perché qualcosa si nota che manca
e se ci fosse è come non avesse nome.

Abbiamo tutto il tempo.

E poi il discorso prende una piega architettonica nell’aria con le mani,
si collega ai pianti rampicanti
all’euforia da giardino
ai pensili eccitanti.

All’ornamentale destino.
E tutto il tempo è vicino
a portata di mano
sul tavolino, sul ripiano
su quanto ti è più caro.

Ma se cominciassimo,
che ne dici,
se entrassimo nel vivo
oltre la porta orale saliamo a perpendicolo la scala
che nel muro si avvita.

L’umido della parete nella mano
s’asciuga sempre più
parete che d’acciughe sale su
nella rete in muratura.

Saliamoli i gradini con le punte
e pure sconoscendo se calziamo un’epoca, una storia, una leggenda
in cui calati, risalendo siamo. E l’anta si spalanca.

Dicendo abbiamo tempo tu intendevi dire il contrario
vedevi necessario che quanto vai inventando oggi
non te lo ritrovassi sempre vivido tra i piedi tale e quale
esatto nel reale
con i particolari talmente precisi
un domani da non credere
che i fatti siano intrisi
di te così profondamente
così com’è com’è vero avvengano in assenza di qualsiasi sostanza.

Volevi invece dire
prendi il tempo con me
un po’ interrogativa
mentre la mano offriva
abbiamo tutto il tempo

aroma di caffè.

 

tazzina caffè

 

 
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3 risposte a a portata di mano…

  1. valeria ha detto:

    bhe…
    belle parole…
    e quando si tratta di fare inni all’amore…
    si resta sempre senza parole….
    gia la mano scivola sulla tastiera…senza accorgertene ma forse perchè c’è quella mente dall’altra parte che ti permette
    tutto ciò che ti fa volare…senza che nessuno dei due se ne accorga..
    per dire ciò una persona dovrebbe solo capire…
    ciò ce voglio dire…
    un Sorriso…
    buon lavoro..
     
    valeria

  2. Emilia ha detto:

    Non conosco questa canzone. Battisti di questo periodo mi é rimasto sconosciuto per diversi motivi, uno dei quali era proprio che l’abbinata con Panella non mi sembrava così immediata e romantica come con Mogol, per non parlare della musica che trovavo inascoltabile…o forse non era il momento suo!!Leggendo il testo ora, trovo comunque dei passaggi troppo ermetici, ma altri al contrario sono talmente reali che si potrebbero trasformare in immagine…pure non riesce a farmi sentire emozioni.Ma a quale tastiera ti riferisci?? Pianoforte?

  3. angel_out ha detto:

    panella secondo me va soltanto letto e non ascoltato, anche se adoro processo a me stessa della oxa…
     
    un saluto 🙂

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