L’ONDA di Katsushika Hokusai

 
(da "In orbita" di Lorenzo Jovanotti, 2008)
 
(…)
Dentro un locale messicano di Shanghai
Ho immaginato meno spreco di dolore
Ho vista appesa al muro l’onda di Hokusai
Mi ha ricordato che ogni cosa può cambiare
Su questa giostra che ci fa girar la testa
E che ci tiene in orbita
(…)
 
 
In_the_Hollow_of_a_Wave_off_the_Coast_at_Kanagawa_2
 
L’onda presso la costa di Kanagawa (conosciuta anche come In the Hollow of a Wave off the Coast at Kanagawa) e’ certamente l’opera piu’ universalmente nota di Katsushika Hokusai, anche se alcuni studiosi sostengono che questa straordinaria xilografia policroma non e’ delle piu’ tipiche perche’, appartenendo al periodo Iitsu, risente degli influssi europei (e forse, proprio per questa ragione, e’ piu’ apprezzata anche fuori dal Giappone).
In quest’opera, che fa parte della straordinaria serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji (1830-1832), ci troviamo dinanzi a un’emozionante interpretazione della realta’ che sconfina persino nel paradossale e nel grottesco.
Il dato naturale lo sentiamo, ci sembra rappresentato con assoluta verosomiglianza. Ma sappiamo anche che questa immagine e’ lontanissima da ogni realismo naturalistico. Fedelta’ al reale? Piuttosto fedelta’ al senso profondo, ma visibile, del reale.

Un’onda vera viene trasformata dall’alchimia dell’arte, e dello stile, in un segno indiscutibile. Nell’emblema smagliante di ogni altra onda. Un emblema da vedere, e da ritrovare nel pensiero.
Non c’e’ dubbio che per un visitatore europeo l’approccio all’arte nipponica non puo’ che apparire arduo e l’apprezzamento viziato quasi sempre, o da pregiudizi culturalistici, o da vere e proprie difficolta’ percettive.
In altre parole: quella particolare resa spaziale (a volo d’uccello, kunimi), quel particolare effetto di vuoto, di slivellamento (imballance secondo Suzuki), quella strana poverta’ (wabi) cosi’ tipiche di buona parte dell’arte giapponese, fanno si’ che alcune peculiarita’ delle opere diventino eccezionali, mentre lo sono solo rispetto alla nostra visione del mondo.
Come ogni altro pittore veramente grande, Hokusai ci mostra che vedere vuol dire conoscere. Lo stile, in lui, e’ una teoria del mondo. La forma di un sapere. La figura, e’ un concetto incarnato.

In primo piano, l’incessante agitarsi dell’onda e, sullo sfondo, l’eterna immobilita’ del vulcano. In mezzo, tra mare e vulcano, proprio dove il movimento dell’onda si incava prima di rinchiudersi su se stessa, barche di miseri pescatori. I cicli e i ricicli dell’universale avventura e, in mezzo, il misero destino del singolo uomo travolto all’interno di vicende eterne a cui il suo misero e personale destino e’ indifferente.

30/10/2005
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8 risposte a L’ONDA di Katsushika Hokusai

  1. marina ha detto:

    Ogni cosa può cambiare in un istante…Questo spesso mi spaventa.Ma se mi fermo e rifletto, capisco che proprio in questo sta la grandezza della vita.

  2. sergio ha detto:

    Grazie Marina per quanto dici.
     
    Vero, lo dicevo qualche post fa, proprio relativamente al titolo del blog, che "SOLO GLI INSICURI CERCANO CERTEZZE", i mistici, i poeti, gli Amanti vivono l’ORA e QUI (fa molto slogan new age anni 90…) per cui neppure si interesano del ieri e del domani…
     
    E noi invece ad arrabattarci e a spendere il nostro tempo in previsione di un qualcosa di assolutamente incerto (metti caso che domani uscendo di casa un’auto ci investe e la nostra vita termina lì, che beffa a tanta nostra razionalità !!!)…
     
    Tutto ci spaventa perchè siamo legati ad ASPETTATIVE nei confronti di tutto e tutti (con egoismi più o meno celati…)…
     
    Il salto?
    Non dare nulla per scontato, bellissima al riguardo l’espressione inglese "to take for granted" ("dare per garantito / scontato"…)…
     
    Non è facile, assolutamente, però almeno nel proprio piccolo penso si possa fare qualcosa per gustarci questo immeso DONO che è la Vita…
    E’ uan questione di ATTENZIONE ai dettagli, direi…
     
    Da approfondire…
     
    Grazie,S
     
     

  3. Beatrice ha detto:

    grazie mille per i complimenti e per le interessanti citazioni che mi hai lasciato!
    I tuoi interventi sono molto interessanti anche se eparlano di argomenti che conosco molto poco…
    Quindi complimenti anche a te!
    Un saluto
    karonhisake
    P.S amo moltissimo Nietzsche ma non l’avevo mai interpretato da questo punto di vista…
     
     

  4. sergio ha detto:

    bello quando ci si ringrazia entrambi!
     
    sì, un Nietzsche neo-sciamano che ci invita alla Danza con i nostri stessi demoni per vederne scaturire la nascita di Dio…
     
    se vuoi approfondire ti cosiglio un bellissimo testo che tratta di questo e di molto altro, se ami Nietzsche potrebeb darti molti spunti di riflessione:
     
    Selene Calloni, Il mito del superuomo. Da Nietzsche ad Aurobindo, Edizioni Magnanelli, Torino.
    http://www.internetbookshop.it/code/9788881561438/calloni-selene/mito-del-superuomo.html
     
     

  5. Cristina ha detto:

    E io che mi credevo obsoleta con dedicando un post al pensiero nietzchiano.
    Consilgio un mondo dietro al mondo.
    Bac baci

  6. ... ha detto:

    Caro Sergio,sono tornata indietro come promesso…Menzioni la canzone di jOVANOTTI…COSA CHE TRA L’ALTRO MI HA COLPITO…IO SPESSO E CON PIACERE ASCOLTO tEMPORALE DI JOVA…lI IN MEZZO A QUELLE NOTE CI SONOPAROLE CHE NASCONDONO UNA PROFONDITA’ INCREDIBILE…E COSI’ ANCHE DI QUESTO "ORBITA"sAI DI NIETZSCHE HO LETTO "UMANO TROPPO UMANO" CHE GUARDA CASO ORA STO RILEGGENDO…mI PIACE IL TUO SPAZIO E TI CHIEDO IL PERMESSO DI POTERMI INTRUFOLARE QUANDO NE HO BISOGNO PER NUTRIRE LA MIA ANIMA…QUI C’è MOLTO DI QUEL CIBO!!!!!tI ABBRACCIO

  7. ciprea ha detto:

    sì, davvero un’immagine potente, la sintesi del mistero della vita, il movimento, l’eterna ruota, la caducità dell’essere umano, e tanti altri significati ancora… grazie

  8. ciprea ha detto:

    anch’io scrissi, anni fa un articolo per un sito di poesia e arte che parlava di Hokusai.
    leggendo il tuo sono andata a ripescarlo e l’ho postato sul mio blog.
    Grazie ancora

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