il mio “Yoga Integrale”

 
yoga posizione loto
 
 
tempo fa qualcuno mi aveva chiesto di parlare delle mie pratiche di Yoga, di cosa rappresentino per me…
mi pare il minimo riprendere il testo che ne era venuto fuori e riproporlo qui…
 
a volte rileggere le cose che si scrivono, anche solo a distanza di pochi mesi, è illuminante: ci accorgiamo di come siamo già cambiati, come già siamo diversi…
 
e finchè c’è MUTAMENTO, c’è VITA…
 
Buon Tutto,
S
 
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ciao a tutti,

 

giorni fa ho postato un testo di Satprem (la filosofia dell’Amore) letto dalla mia insegnante di Yoga Integrale prima dell’inizio della lezione…

 

alcuni mi hanno chiesto di condividere la mia pratica e di parlare degli effetti di essa sulla mia persona…

 

premetto che ho iniziato a praticare Yoga nel Settembre 2004 ed ho avuto la fortuna di incontrare una Insegnante molto preparata e molto sensibile, che propone il metodo Satyananda, diplomata presso l’ISYCO di Torino (un corso di tre anni di preparazione all’insegnamento), Aurora Losapio (http://www.medicina-ayurvedica.it/).

Come lei stesso dice, "lo Yoga non capita per caso nella vita delle persone"…; per me effettivamente è stato così, ho trovato in esso un reale STRUMENTO DI INDAGINE che, a differenza di altri corsi da me frequentati precedentemente, mi hanno posto di fronte a me stesso…

per la prima volta ho dovuto prendere coscienza delle mie profonde responsabilità verso la mia felicità, la mia vita, le persone che ho accanto…

Ho da subito avvertito come le asana fossero un “pretesto” rispetto a qualcosa di molto più importante e molto più profondo, qualcosa dentro di noi, lo si chiami Coscienza o Maestro Interiore, o Dio (i miei molti anni di appartenenza alla Chiesa Cattolica hanno tuttora notevoli influenze, nel bene  e nel male…).

Lo Yoga come simbolismo di cose interiori, di sensibilità, di percezioni…

 

Poi, come per tutti, le situazioni cambiano e ci fanno incontrare nuove persone, nuovi metodici insegnamento e di lavoro sul corpo e l’anima…

Così, nel Novembre 2005 ho conosciuto Monica Sabbadini dell’Associaizone Culturale Savitri (http://www.savitri.it/), affiliata alla Società Nonterapia di Selene Calloni (http://www.nonterapia.ch/).

L’impatto non è stato semplice ma, al tempo stesso, rivelatore. Il mio ego, dopo un anno di yoga aveva la presunzione di “sapere” cosa lo yoga fosse, magari infarcito di letture di Patanjali e similari, con qualche vocabolo sanscrito imparato a memoria che fa tanto “saggio”.

Sono bastati cinque minuti a Monica per mandarmi in “cortocircuito”. Con il suo lavoro sulla respirazione, con l’interiorizzazione… E se, ammetto, il primo istinto è stato quello di “fuggire”, qualcosa in me mi ha chiesto di avere CORAGGIO e allora sono tornato a lezione la volta dopo e così via…

 

La cosa che Monica riesce a trasmetterci in maniera diretta è il concetto di Aurobindo per cui il corpo è parte SPIRITUALIZZATA…Un gran calcio alla “metafisica” con il suo concetto di separazione e dualismo tra corpo e spirito, tra materia ed anima e così via…

Non ero abituato, non ero “pronto”…, i molti anni di cattolicesimo ancora si facevano / fanno sentire…

Il corpo come parte “separata” in me, lontana, strumento sì, la distanza insomma…

 

Monica invece ci chiede di ascoltarne la vicinanza, capire il continuum tra Anima e Corpo…

 

Ed il percorso che lei ci propone è fatto di pratiche che utilizzano molto il veicolo che è l’atto respiratorio…

Ho visto persone che si sono spaventate di questo, io stesso a tratti ho fatto fatica ad accettare questa cosa…

 

Però, però, come Monica ci ripete, “se fai sempre le stesse cose, ottieni sempre gli stessi risultati”…

 

E ci accompagna ad abbracciare noi stessi, a riscoprire l’importanza dell’Amore verso noi stessi, per potere poi CONQUISTARCI , da soli, i nostri risultati…

 

Quindi, se devo riassumere, direi che Monica ci propone uno yoga del “coraggio”, in cui le posture hanno sì importanza per il loro simbolismo e la loro potenza sulla nostra coscienza, ma il respiro rimane lo strumento primo con cui esplorarsi, con cui confrontarsi e ritrovarsi…

 

Per ora penso sia sufficiente, se a qualcuno potrà interessare potrei parlarvi di alcune pratiche che ci ha proposto…

 

Con affetto,

Sergio

 

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2 risposte a il mio “Yoga Integrale”

  1. loltreuomo ha detto:

    Mi sorella pratica yoga e molte delle cose che racconti mi sono fiamiliari. E’ unì’arte che trovo molto affascinante e di cui nutro grande rispetto.

    • parolesenzasuono ha detto:

      dici bene tu: un’arte

      così come dovrebbe essere la vita di ognuno di noi

      Alfred Adler, fondatore con Freud e Jung della psicoterapia sostiene che

      “l’uomo è l’artista e l’opera allo stesso tempo”

      e Sri Aurobindo, fondatore dello yoga integrale, dice

      “sono uno yogin perchè sono un poeta”

      un saluto alla sorella yogina e a te

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